Politiche 2018
“Nessun bravo medico escluso dalla prova di francese”: intervista con Favre e Lanièce
Aosta - Alessia Favre e Albert Lanièce, candidati con la coalizione di Uv, Uvp, Epav e Pd-Psi, sono intervenuti nell'ultima puntata di “cosa ne pensano i candidati”. Esame del francese, diritti gay e legittima difesa tra i temi trattati.

Diritti alle persone omosessuali, per i quali i due candidati sono generalmente a favore, e temi tradizionalmente di destra come il ripristino della leva obbligatoria, il condono edilizio e l'ampliamento della possibilità di leggittima difesa, per i quali invece sia Alessia Favre che Albert Lanièce si sono detti in linea di massima contrari.

Sono questi i temi su cui i due candidati, rispettivamente alla Camera e al Senato, Favre e Lanièce, sono stati chiamati ad esprimersi, oggi all'ora di pranzo, durante l'ultima delle interviste in diretta realizzate nella redazione di Aostasera. I due rappresentano la coalizione Valle d'Aoste - Traditions et Progrés, composta da Uv, Uvp, Pd-Psi e Epav e sosterranno un eventuale governo del Partito Democratico, se mai dovesse formarsi in seguito ai risultati del voto di domenica prossima.

Tra le domande estratte a sorte è uscita però anche una sulla realtà valdostana, riguardo all'opportunità o meno di conservare lo sbarramento dell'esame del francese per accedere alle professioni, in particolare nell'ambito della sanità locale: “Vorrei che qualcuno mi porti un esempio, da quando esiste il bilinguismo, di un medico bravissimo che non ha potuto lavorare in Valle – ha risposto Lanièce – dire che la sanità sia stata penalizzata dal francese è come insultare le eccellenze che abbiamo, come ad esempio il settore delle malattie tumorali, per le quali abbiamo tutti i mezzi a disposizione”.

A proposito dei diritti civili, Favre ha ricordato di aver risposto “ad una serie di domande proposte dall'Arcigay, specificando che le posizioni espresse non sono personali, ma condivise con la coalizione”. Generalmente favorevole e descrivendosi personalmente “molto sensibile a queste tematiche”, Favre ha fatto però sapere che “come coalizione ci siamo astenuti sul tema delle adozioni da parte di genitori gay perché al nostro interno ci sono posizioni differenti”.

“Credo che però la questione vada approfondita – ha continuato – e che non basti ciò che si è fatto riguardo alla stepchild adoption”, ovvero la possibilità di un coniuge, nell'ambito di un unione civile, di esercitare la potestà sugli eventuali figli dell'altro. Lanièce ha poi ricordato di avere espresso, durante la sua attività parlamentare da senatore, “parere favorevole alla legge Cirinnà in tema di unioni civili tra persone omosessuali”.

“C'è stato un positivo percorso di limatura – sostiene il parlamentare uscente – che ha permesso di avvicinare posizioni estreme tra chi sosteneva la famiglia tradizionale ed era assolutamente contraria e tra chi invece aveva posizioni più estremiste, rappresentate da quelle dell'Arcigay”. “Non si può ignorare che alla famiglia tradizionale, a cui bisogna dare sostegno per evitare la denatalità, si sono affiancate ormai le coppie di fatto e le coppie gay: credo che sia necessario dare dignità a tutti e che posizioni talebane non portino da nessuna parte”.

Sulla leva obbligatoria, Favre dice che “ogni indicazione calata dell'alto, senza che sia condivisa dalla società, non debba essere messa all'ordine del giorno come priorità di governo”. In generale, la candidata alla Camera sostiene che “ripristinare la leva ci farebbe tornare dietro nel tempo”. Lanièce, infine, si è detto “contrario a dare ai cittadini via libera ad acquistare armi, piuttosto rafforzerei le Forze dell'ordine, in termini di uno stipendio adeguato e implementando gli organici”. “Armare i cittadini – conclude – farebbe armare anche i ladri che entrano in casa”.

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