Politica

E’ arrivata la modifica alla “Madia”, salve le centraline dei Comuni e su Cva si riapre il dibattito

Aosta - Il Comitato giù le mani dalle acque e da CVA chiede in una nota che la Giunta "sospenda momentaneamente il processo di quotazione".

Le turbine cinesi nella centrale Cva di Champagne2

“Sono altresì ammesse le partecipazioni nelle società aventi per oggetto sociale la produzione di energia da fonti rinnovabili”. È di venerdì scorso la modifica all’articolo 4 del decreto legislativo 175 del 2016, comunemente conosciuto come “legge Madia”, che permetterà ai comuni della Valle d'Aosta di mantenere le proprie partecipazioni nelle società di produzione di energia idroelettrica.

L'ufficialità del provvedimento era attesa da metà febbraio, quando la ministra alla pubblica amministrazione Marianna Madia aveva approvato in forma preliminare un decreto legislativo contenente disposizioni integrative e correttive al testo unico in materia di società a partecipazione pubblica.

Nella questione erano in ballo cifre di denaro rilevanti che avrebbero cambiato non di poco la natura delle risorse a disposizione di 32 Comuni valdostani, quelli che sarebbero stati direttamente coinvolti dalla vendita delle loro quote di società idroelettriche partecipate. Pré-Saint-Didier, per fare alcuni esempi, rischiava di perdere 700 mila euro di entrate l'anno, Fènis circa 300 mila, Saint-Rhémy-en-Bosses 200 mila, mentre a Etroubles l'attività copre circa il 10 per cento del bilancio.

A confermare la notizia dell'avvenuta modifica è stato oggi il senatore Albert Lanièce, contattato dopo che alcuni consiglieri regionali – Alberto Bertin, Roberto Cognetta, Elso Gérandin e Andrea Padovani – avevano nei giorni scorsi manifestato preoccupazione rispetto all'attesa, durata in tutto quattro mesi, per il varo finale del provvedimento.

La modifica del decreto Madia rimette al centro della discussione politica la quotazione in borsa di Cva. 
Il "Comitato giù le mani dalle acque e da CVA" chiede in una nota, "visto il venire meno dell'obbligo di quotazione" che la Giunta "sospenda momentaneamente il processo di quotazione e che si proceda ad un nuovo confronto, che coinvolga tutti i cittadini Valdostani in questa importante decisione". 

Ho 35 anni, una laurea di primo grado in Lettere moderne e forse tra poco una di secondo grado in Scienze storiche, all’università di Torino. Ho scritto molto sul sistema delle finanze pubbliche della Valle d’Aosta. Mi piacciono le ostriche, l’Ottocento francese, gli Odezenne, Montale, il ramen e i video con i labrador. Adoro lo scotch, ma mi fa male. Scrivo per lo più di politica e amministrazione.

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