Politica

Regionali, sei liste firmano il “Patto per le donne della Valle d’Aosta”

Aosta - Sono state sei su dieci le liste ad aver deciso di adottare, domenica scorsa, durante un incontro con le candidate alle Regionali e gli Stati Generali delle donne, il documento #unpattoperledonneVdA.

Consiglio regionale

Sono state sei su dieci le liste ad aver deciso di adottare, domenica scorsa 13 maggio, durante un incontro con le candidate alle Regionali e gli Stati Generali delle donne, il documento #unpattoperledonneVdA, che contiene una serie di impegni da concretizzare nella prossima legislatura.

Isa Maggi, la coordinatrice nazionale degli Stati Generali delle Donne ha incontrato Ornella Badéry (Uv), Chantal Certan (Alpe), Manuela Nasso (M5s), Annita Prezzavento (Sa/Pnv/Ac), Giacinta Prisant (Impegno civico), Stefania Notarpietro (Uvp) e Anaïs Réan (Mouv’). “Assenti le rappresentanti di Lega, Forza Italia e Pd, che non hanno sottoscritto il Patto – scrivono gli Stati Generali in una nota –. Anche Impegno Civico ha poi deciso di non sottoscrivere il documento unitario”. Documento che porta infatti i simboli di Stella Alpina/Pour Notre Vallée/Area Civica, Union Valdôtaine Progressiste, Alpe, Union Valdôtaine, Mouv’ e MoVimento 5 Stelle.

Nel dettaglio, il “patto” adottato costituirà la base per rendere attive e concrete le politiche a favore delle donne della Valle. Nel documento si legge che i candidati delle sei liste “Credono nella democrazia paritaria e nel valore dell'equilibrio di genere negli ambiti della decisione riconoscendolo come espressione di un diritto e non di una semplice concessione. Ne perseguono il raggiungimento attraverso politiche specifiche che promuovano la presenza delle donne nelle posizioni di responsabilità, nella consapevolezza che i gruppi misti sono più operativi, meno litigiosi e più produttivi; organizzano percorsi di ‘empowerment’ e di definizione di ‘role model’ di leadership femminili”.

Non solo, tra gli impegni c’è il ritenere “prioritario aggiornare la legge 53/2009 sulle pari opportunità sulla base della bozza esistente e contestualmente lavorare su iniziative specifiche finalizzate a favorire l’accompagnamento al lavoro per le donne e alle iniziative di contrasto alla violenza di genere”, sostenere “l’attività del “Centro donne contro la violenza” e di tutti i soggetti che svolgono un’azione di contrasto alla violenza di genere”; favorire “capillarmente una rete di sportelli di ascolto-aiuto su tutto il territorio valdostano, promuovendo anche un protocollo tipo “codice rosa" di urgenza dal momento della denuncia e richiesta di aiuto”.

Il patto intende anche incentivare professioni che possano essere fra loro complementari legate al territorio montano, promuovere azioni finalizzate a tutelare la maternità, anche con misure di welfare di secondo livello da concordare con le aziende, anche nell'ambito dello “smart working”, favorire e sostenere politiche di welfare che mettano al centro i bisogni della persona, favorire le politiche di accoglienza e di doposcuola e le politiche del lavoro che equiparino nel contratto retribuzioni e contributi pensionistici fra uomini e donne.

Classe 1981, giornalista pubblicista. Ho studiato all’Università di Bologna ma non abbastanza.
Scrivo quello che c’è da scrivere, in genere di politica. Amo David Foster Wallace e indosso sempre gli occhiali da sole.

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