FOTOCronaca
Ultima modifica: 20 Giugno 2018 alle ore 3:16

Raggiunti dai soccorritori i due alpinisti spagnoli che erano rimasti bloccati sul Cervino

Aosta - I due erano riusciti ad arrivare ieri pomeriggio alla Capanna Carrel. Sono descritti “in buone condizioni generali, sebbene molto provati a livello psicofisico”. I due alpinisti sono stati recuperati poco a monte del rifugio Duca degli Abruzzi.

Malgrado nel fondovalle le condizioni meteorologiche non sembrino problematiche, in quota continuano ad essere rigide e ad impedire il volo, con nuvole e vento forte. Così, tutti i tentativi effettuati da ieri sera per recuperare in elicottero i due alpinisti spagnoli riusciti a raggiungere autonomamente Capanna Carrel, dopo ore bloccati ai 4.400 metri della scala Jordan, poco sotto la vetta del Cervino, sono risultati infruttuosi. 

Una squadra composta da quattro guide, due del Soccorso Alpino Valdostano e due della Guardia di finanza, è quindi partita a piedi stamattina, dopo essere stata elistrasportata a valle del bivacco. Sono arrivati ai 3.830 metri della capanna poco prima delle 12.30. I due alpinisti spagnoli, cui stanno prestando assistenza, vengono descritti “in buone condizioni generali, sebbene molto provati a livello psicofisico”

Un terzo compagno, che faceva parte della cordata bloccatasi poco sotto la vetta (pare per un danneggiamento della corda) è morto, come avevano spiegato i due via radio al Soccorso Alpino, appena arrivati ieri al rifugio. I due alpinisti, quindi, sono stati recuperati poco a monte del rifugio Duca degli Abruzzi, e precisamente al "sasso dello zucchero", dove sono stati accompagnati dai soccorritori che li avevano raggiunti in tarda mattinata. Elitrasportati a Cervinia, sono stati sentiti dalla Guardia di Finanza, che cercherà di fare chiarezza sulla dinamica dei fatti.

La cronaca non dorme mai. Cerco di tenerlo a mente e l’insonnia atavica è preziosa alleata. 45 anni, a lungo addetto stampa di enti ed istituzioni, quando non sono in Tribunale o Procura inseguo la sufficienza come papà, marito e radioamatore. Per il resto, fotografia (meglio se velivoli), sport americani e una sola certezza: il mondo va oltre Pont-Saint-Martin.

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