Cronaca

I paracadutisti del Centro Sportivo Esercito tornano in Valle

Aosta - Stamane, nel cielo particolarmente sereno, si sono visti i primi lanci, da un bi-turboelica Dornier. I cinque atleti coinvolti lavorano su tre discipline: la precisione in atterraggio, lo stile e le formazioni in caduta libera.

Dornier ParacadutismoIl Dornier dell'Esercito al "Corrado Gex" (foto da Facebook).

Più d’uno, in particolare tra chi abita ad Aosta e dintorni, avrà notato il tono inconfondibile del bi-turboelica utilizzato per i lanci riecheggiare, a più riprese stamane, nei cieli sopra la “plaine”. Poco dopo, nel cielo particolarmente sereno di oggi, martedì 4 dicembre, si sono visti i primi “parà” scendere verso terra, con le inconfondibili vele a spicchi azzurri e tricolore.

Parliamo dei militari della sezione paracadutismo del Centro Sportivo dell’Esercito, che da ieri sono nuovamente tra le montagne della Valle, per un periodo di addestramento previsto fino a dopodomani, giovedì 6. Rispetto all’attività svolta alcune settimane fa, la differenza è nel fatto che i lanci, che interessano cinque militari, avvengono da un Dornier DO-228 e non più da elicotteri AB205.

L’obiettivo della parentesi addestrativa è la specializzazione degli atleti in vista delle manifestazioni e competizioni cui il Centro Sportivo Esercito prende parte ogni anno, con particolare riferimento a tre discipline: la precisione in atterraggio (i paracadutisti si allenano a centrare un “target” di dimensioni minime, 2 cm di diametro), lo stile e le formazioni in caduta libera (con la proposta di figurazioni particolari durante la “caduta”, prima di aprire la vela).

I decolli del velivolo dell’Esercito avvengono dall’aeroporto “Corrado Gex” di Saint-Christophe, dove atterrano anche i paracadutisti. Sono previste più sessioni quotidiane, con un’agenda definita, ovviamente, anche sulla base delle condizioni meteo.

La fondazione della sezione paracadutismo del Centro Sportivo Esercito risale alla seconda metà degli anni sessanta. All’attivo ha varie vittorie e riconoscimenti, come la conquista di sei titoli italiani sui sette agli ultimi campionati nazionali di Ravenna, nell’estate scorsa. Tanto basta, se il cielo dovesse restare terso come oggi, per rimanere con il naso all’insù nelle ore centrali della giornata.

La cronaca non dorme mai. Cerco di tenerlo a mente e l’insonnia atavica è preziosa alleata. 45 anni, a lungo addetto stampa di enti ed istituzioni, quando non sono in Tribunale o Procura inseguo la sufficienza come papà, marito e radioamatore. Per il resto, fotografia (meglio se velivoli), sport americani e una sola certezza: il mondo va oltre Pont-Saint-Martin.

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