Cronaca
Si rivolge al Tar perché non vuole i molok dei rifiuti sotto casa e i giudici le danno ragione
Valtournenche - Accolto il ricorso contro il Comune di Valtournenche presentato da una villeggiante lombarda.

E’ la classica sindrome Nimby (Nda "non nel mio cortile") che si fa ancora più acuta quando di mezzo ci sono i rifiuti. Una villeggiante lombarda che si era vista installare quattro seminterrati per la raccolta differenziata sotto casa sua, nella centrale località Cretaz a Valtournenche, si è rivolta al Tar di Aosta e oggi si è vista dare ragione. La signora, Rosanna Casiraghi, ha contestato la delibera di Giunta comunale del settembre 2015 e tutte le successive autorizzazioni.

Accogliendo il ricorso i giudici amministrativi evidenziano la mancanza nel progetto approvato “della relazione firmata da un tecnico abilitato e attestante la conformità del progetto alle prescrizioni urbanistiche o edilizie, nonché alle norme di sicurezza, sanitarie, ambientali e paesaggistiche”. Secondo i giudici inoltre “non appare decisivo il rilievo della difesa comunale che sottolinea come il progetto sia frutto dell’opera di un libero professionista, ossia di un dipendente della società Quendoz, e non già dell’Ufficio tecnico comunale”.

Oltre alla mancanza dell’attestazione di conformità a livello urbanistico ed edilizio i giudici sottolineano nella sentenza come “non risulta adottato neanche l’atto di validazione del progetto esecutivo che deve accompagnare la delibera comunale di approvazione del progetto”. 

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