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Perché bisogna mangiare la verdura cruda prima di ogni pasto?
Aosta - Il pensiero della naturopatia è quello di non mangiare mai la frutta dopo i pasti e di assumere un’abbondante razione di verdura cruda a inizio pasto.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) consiglia di consumare 600 g al giorno tra frutta e verdura per ridurre di un terzo l’incidenza delle malattie coronariche, ma la quantità minima consigliata per un menù salutare è di 400 g al dì.

E così, tanto si scrive e tanto si dice, a proposito delle porzioni giornaliere di frutta e verdura che, dietro raccomandazione dell’OMS, sono consigliate almeno 5 porzioni durante la giornata, come se le porzioni di frutta e verdura fossero tra loro intercambiabili e indipendenti dal momento della giornata in cui vengono assunti.

Il pensiero della naturopatia è quello di non mangiare mai la frutta dopo i pasti e di assumere un’abbondante razione di verdura cruda a inizio pasto.

La frutta non dovrebbe mai essere mangiata subito prima o subito dopo i pasti a base di carboidrati come pasta e riso, in quanto è soprattutto la frutta acida (frutta poco matura, prugne, pesche, albicocche, agrumi) che crea dei problemi perché induce dei processi fermentativi che creano gonfiore e cattiva digestione. La mela è in realtà l’unico frutto che può essere mangiato prima o dopo i pasti in quanto non crea processi di acidificazione e quindi non attiva la fermentazione con produzione di gas.

La frutta, quindi, dovrebbe essere mangiata a colazione, a metà mattina e a metà pomeriggio, accompagnata magari da qualche mandorla.

Molto diverso è il discorso delle verdure crude che dovrebbero essere sempre consumate all’inizio dei due pasti principali, pranzo e cena, per almeno 5 motivi:

Inducono sazietà: un piatto di verdura cruda ad inizio pasto contribuisce a saziare prima. Dopo aver mangiato una bella insalata, ad esempio, lo stomaco si sente già un po' pieno e quindi lo stimolo della fame si ridurrà prima, ciò significa che la quantità di alimenti che si è deciso di mangiare dopo potrà essere ridotta e questo consente di evitare di consumare cibo più del dovuto.

Migliorano l’assorbimento delle sostanze nutritive: a stomaco vuoto l'organismo è in grado di assorbire meglio i nutrimenti, quindi scegliere di consumare prima le verdure significa che ciò che il nostro corpo troverà subito disponibile sarà il meglio per lui: acqua, vitamine e sali minerali, elementi che spesso sono carenti nella nostra alimentazione, soprattutto se frettolosa o sregolata.

Migliorano la digestione: le verdure, in particolare quelle crude, sono ricche di fibre e povere di grassi. Per questo sono in grado di stimolare al meglio la digestione (che sarà così facilitata) e la peristalsi intestinale, contemporaneamente contribuiscono anche a mitigare quel senso di gonfiore post-pasto.

Controllano l’assorbimento di zuccheri nel sangue: assumere fibre prima dei pasti vuol dire avere un buon risultato rispetto all'assorbimento degli zuccheri e degli amidi contenuti nei carboidrati, inoltre si va ad agire sul controllo della glicemia, evitando i picchi glicemici nel sangue. Il consumo di abbondanti fibre prima dei pasti è raccomandato soprattutto a chi soffre di diabete ed è consigliato per tutti come un’ottima prevenzione di questa grave malattia.

Favoriscono un maggiore consumo di verdure: la buona abitudine di mangiare sempre verdura cruda a inizio pasto significa mangiarne sicuramente di più, in quanto consumata dopo la pasta, lo spazio a disposizione sarà senz’altro inferiore.

Ma quali verdure scegliere? Si può iniziare con una bella insalata mista e per mista si intende che ci siano diversi ortaggi, in modo tale da beneficiare di più principi nutritivi. Per avere un'insalata completa il consiglio è quello di mischiare tra loro radici (come carote, ravanelli, rapa rossa, topinambur), fusti (sedano), foglie (insalate di ogni tipo e di tutti i colori, spinaci compresi), fiori (carciofi, capperi, fiori di zucca), frutti (pomodori, fagiolini, cetrioli). Non bisognerebbe dimenticare di inserire una manciatina di semi oleosi: noci, girasole, zucca, sesamo, lino e canapa.

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