Comune di Aosta
Gioco d'azzardo, le associazioni contro il Comune: "regalo elettorale alla lobby delle slot"
Aosta - Così scrivono Arci, Aosta Iacta Est, Libera, Legambiente, "Mi Ripiglio" e Valle Virtuosa criticando la decisione, presa ieri in I^ Commissione, di sospendere la riduzione oraria che il regolamento contro l'azzardopatia del Comune prevedeva per il 2018.

Non è andata giù – alle Associazioni Arci, Aosta Iacta Est, Libera, Legambiente, "Mi Ripiglio" e Valle Virtuosa – la decisione presa ieri in Commissione consiliare dal Comune di Aosta, e che passerà poi in Consiglio, di sospendere la riduzione oraria (da 11 ore a 10, ndr.) che avrebbero dovuto subire le macchinette slot e videolottery in ossequio al regolamento per il contrasto del gioco d’azzardo patologico entrato in vigore nell’aprile 2017.

A scriverlo solo le associazioni stesse, che in un comunicato congiunto segnalano che: “Il Comune di Aosta, anche grazie alle pressioni dei cittadini e delle sottoscritte associazioni, ha un regolamento sul gioco d'azzardo dignitoso. In questi giorni il Vicensindaco unionista Antonella Marcoz, con motivazioni pretestuose, ha chiesto di sospendere l'applicazione delle norme che diminuiscono progressivamente gli orari di esercizio delle slot”.

La soluzione, stando alle associazioni, è quella di far sì che tutti gli enti si dotino di un regolamento simile a quello del Capoluogo, con un “forcing” che dovrebbe arrivare da Aosta: “Per risolvere il supposto problema del nomadismo dei malati d'azzardo che da Aosta si sposterebbero verso i comuni limitrofi abbiamo una proposta: il Consiglio comunale approvi una mozione per invitare gli stessi comuni ad adottare un regolamento simile a quello del capoluogo. Cosa, del resto, nondifficile, dato che tali comuni sono governati dagli stessi partiti e movimenti che attualmente amministrano Aosta”.

Anche le associazioni, in chiusura, toccano il tasto “elettorale”: “La proposta della Vicesindaco, approvata ieri dalla Prima Commissione consiliare comunale, è un evidente regalo elettorale alla lobby delle slot con le sue ramificazioni mafiose e a chi aveva pubblicamente minacciato di non votare più i partiti che avessero regolamentato l'uso delle macchinette mangiasoldi”.

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