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Parla Cesare Marques, presidente di Leone Rosso “con questo appalto ha vinto il Comune”

Aosta - Il Presidente della Leone Rosso rassicura i lavoratori: "Non ci saranno licenziamenti aggiuntivi dovuti al nostro sconto".

Cesare Marques

Quando meno te l'aspetti, Cesare Marques, il presidente della cooperativa sociale Leone Rosso, cercato tutta la mattina al telefono, richiama in redazione. Forse per sbaglio, ma non si sottrae alle nostre domande sull'esito del Bando anziani. La società da lui guidata ha ottenuto il miglior punteggio sull'offerta economica della gara bandita dal Comune di Aosta – la parte qualitativa si è chiusa a pari merito tra tutti i quattro partecipanti – con uno sconto importante dell'11% per cento, che ora, come previsto dal nuovo codice degli appalti, sarà oggetto di verifica perché "anormalmente basso". 

Come cooperativa avete guidato la protesta perché mancavano le risorse e poi fate un ribasso dell’11 per cento?
“Non è corretto dire che abbiamo guidato la protesta, a protestare sono stati i lavoratori, i nostri come quelli delle altre cooperative impegnate sul servizi, e i figli degli utenti. La cooperativa non deve protestare, pensa a lavorare”

In una realtà come la vostra i lavoratori non sono anche i soci e quindi si identificano con la cooperativa?
In linea di principio la sua affermazione è corretta, noi però siamo una cooperativa giovane, abbiamo solo 30 soci lavoratori: diventare socio è comunque un impegno e una responsabilità, non è per tutti”.

Al di là di questo come riuscite a sostenere un ribasso così pesante? Quali saranno le conseguenze?
“Questo ribasso è indubbiamente molto faticoso, lo abbiamo fatto perché in questo bando era l’offerta economica a fare la differenza e noi, che siamo gli attuali gestori, abbiamo cercato di confermare il servizio. Se così non avessimo fatto, avremmo chiuso. Con lo sconto dell’11 per cento riusciamo a coprire solo i costi dei lavoratori e di ciò che è previsto dal bando con qualche ottimizzazione. Si azzerano o quasi le marginalità che per una cooperativa sociale come la nostra sono i costi generali come la sede, chi fa le buste paga e così via”.

E quindi ci saranno degli esuberi? E se si di quante unità parliamo?
“Gli esuberi sono già di fatto contenuti nel bando che ha stanziato minori risorse. Sui numeri regna grande confusione, qualcuno parla di 30 unità, qualcuno di 40, bisognerà fare i conti. Non ci saranno comunque licenziamenti aggiuntivi dovuti al nostro sconto, anzi…”

Anzi?
Io dico che in questa gara ha vinto il Comune e potrebbero vincere anche i lavoratori se il Comune decidesse di reinvestire ciò che risparmia tra la minore iva – noi fatturiamo al 5% anziché al 22% – e il nostro ribasso. In tutto sono 1 milione di euro all’anno che potrebbero essere usati per migliorare questo servizio così importante e garantire i livelli occupazionali. Noi non ci guadagniamo nulla, anzi dovremmo applicare l'11 per cento di ribasso anche a queste risorse aggiuntive".

Ma come fa il Comune a mettere più soldi su un servizio già appaltato ad una certa cifra?
“Con il sesto quinto: la legge prevede che, nel corso di un appalto, si possa variare in diminuzione o in aumento  un servizio fino a un quinto del suo valore, il 20 per cento circa, che equivale più o meno al milione di euro di cui parlavo. Accade spesso, in tutti questi anni i nostri appalti sono stati ridotti in corso d’opera per tagli automatici che noi abbiamo assorbito”.

Parlando d’altro, avete vinto altri due grossi appalti, ad Aosta e nella Valdigne: la Cgil ha espresso preoccupazione per la tenuta del mondo cooperativo: lei cosa ne pensa?
“Penso che la Cgil non si è mai preoccupata di quando noi, in questi anni, abbiamo perso parecchie gare e diversi servizi. Sarà perché i nostri lavoratori non si iscrivono al sindacato dato che li trattiamo bene. Detto questo, in due gare, quindi Valdigne esclusa, noi già gestivamo direttamente o in subappalto il servizio e siamo riusciti a riconfermarli grazie agli sconti che abbiamo offerto. Non so, magari se avessimo perso noi la Cgil sarebbe stata contenta”.

Ho 44 anni e sono giornalista professionista. Nonostante la laurea in Scienze della Comunicazione, ho trovato lavoro fondando, insieme ad altri, questo quotidiano online. Grazie alla mia proverbiale saggezza in redazione mi chiamano “mental coach”, mentre per gli amici sono “la nonna”. Nel tempo libero mi piace leggere, viaggiare, camminare e stare con gli amici.

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