Uncategorized

144 milioni allo Stato, la Valle d’Aosta fa ricorso. “A noi chiesto più di tutte le altre”

Aosta - Dal 2009 al 2015 le spese correnti sommate a quelle in conto capitale sono scese del 22,8% mentre per tutte le altre "speciali", ad eccezione della Sicilia, c'è stato un aumento.

Il Palazzo della Corte Costituzionale

“Se lo Stato non rispetta le sentenze allora vengono meno anche le regole del gioco”. Così il Presidente della Regione, Pierluigi Marquis, nell’annunciare la decisione del Governo regionale di impugnare davanti al Tar del Lazio e alla Consulta il decreto del Mef del 19 maggio scorso che chiede un contributo alla Valle d’Aosta di 144 milioni di euro per il 2017.

Marquis ha ricordato come la Consulta con sentenza del 2015 aveva stabilito che "l’accantonamento cesserà di essere dovuto, in ogni caso, nel 2017".  

“E’ attiva un’interlocuzione con lo Stato ma per non lasciare decorrere i termini abbiamo deciso di presentare ricorso” ha sottolineato Marquis. “C’è una iniquità nella contribuzione rispetto alle altre regioni speciali”.

Dal 2009 al 2015 le spese correnti sommate a quelle in conto capitale sono scese del 22,8% mentre per tutte le altre "speciali", ad eccezione della Sicilia, c'è stato un aumento che va dallo 0,2% della Sardegna fino al 18% della Provincia autonoma di Trento. 

“Le altre regioni hanno modificato più volte i rapporti Stato-Regione e il risultato è che è invariata la loro disponibilità" ha aggiunto l'Assessore regionale alle Finanze, Albert Chatrian. "O c'è l’intenzione veramente di azzerare la regione Valle d’Aosta o altrimenti, per i rapporti così come sono, non possiamo più garantire i servizi di qualità alla nostra comunità. Saranno settimane e mesi importanti dove dovremo trovare delle soluzioni alternative ai rapporti Stato-Regione".

39 anni, giornalista professionista e mamma di tre pesti. Appassionatamente curiosa. Adoro cucinare ma anche mangiare. Quando non sono in redazione mi trovate in montagna oppure su un divano con il mio inseparabile ebook reader.

Commenta questo articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>