Speciale Trail, Sport
Ultima modifica: 20 giugno 2018 alle ore 3:20

Colpo di scena anche al TotDret: vince Cesare Clap che poi sviene dopo il traguardo

Courmayeur - Un problema agli occhi - le prime diagnosi parlano di "congelamento delle cornee" - ha costretto il dominatore della corsa Marco Vuillermoz a rallentare, fino a fermarsi.

Cesare Clap al traguardo del TotDret

Il "fratello minore" del Tor, la versione "ridotta e più accessibile" dell'endurance trail più duro del mondo, la "gara corta": il TotDret, corsa che si snoda sui sentieri dell’Alta Via n°1, da Gressoney a Courmayeur, per un totale di 130 chilometri e 12 mila metri di dislivello positivo, è stato definito in questi e tanti altri modi, negli ultimi mesi. Di sicuro, esattamente come il "fratello maggiore", ha regalato emozioni e colpi di scena fino all'ultimo, e oltre. A vincerlo è stato Cesare Clap, esperto trailer di Valgrisenche, capace di crederci fino in fondo, senza mai mollare un singolo secondo, e di superare lo sfortunatissimo Marco Vuillermoz, che lo ha preceduto per tutta la gara.

Vuillermoz, 29 anni di Hône, ha dominato la corsa fin dalle prime battute, restando davanti a tutti, senza mai voltarsi, fino a Bosses. Poi un problema agli occhi – una prima diagnosi parla di "congelamento delle cornee" – lo ha costretto a rallentare, fino a fermarsi, in cima al Malatrà. A quel punto Clap lo ha sorpassato, andando a tagliare il traguardo di Courmayeur alle 21.15, con il tempo finale di 24h15'11".
"Molti atleti giovani sono partiti forte, troppo forte, sospinti dall'istinto e dall'entusiasmo – ha spiegato – io ho preferito andare con il mio ritmo, gestendomi di conseguenza". E da vero uomo di montagna, si è detto dispiaciuto per i problemi avuti dal diretto rivale per la vittoria, Marco Vuillermoz. "L'ho incrociato al Malatrà, l'ho incitato a continuare: speravo ripartisse, mi dispiace molto".

Al secondo posto si piazza Gianluca Caimi (25h19'54"), al terzo Jarno Venturini (26h19'28").

Il malore dopo la vittoria
Subito dopo i festeggiamenti di rito (in cui è spiccata l'assenza di Alessandra Nicoletti, ndr) e l'intervista con Silvano Gadin, speaker storico della gara, Clap si è sentito svenire, accasciandosi proprio sul tappeto giallo di fronte al podio: subito sono intervenuti i medici dell'organizzazione e gli uomini della croce rossa presenti sul posto. Nel giro di pochi minuti Clap si è rialzato, sorridente ma in evidente stato confusionale. E' stato quindi accompagnato in un luogo caldo a recuperare le forze. "Si è trattato di un classico calo di pressione, comune in queste situazioni: adesso sta bene", hanno assicurato i medici.

Cinquant'anni di età, Cesare Clap è un veterano delle corse in montagna, con innumerevoli partecipazioni a trail valdostani e non: già finisher del Tor del Géants, (7° nel 2010, quando puntò il dito contro Abele Blanc accusandolo di aver preso l'auto per un breve tratto), quest'anno è arrivato secondo al Gran Trail Courmayeur (75km).

Tra le donne il testa a testa per la vittoria finale tra Tatiana Locatelli e Giuditta Turini si è risolto in tarda serata con un arrivo congiunto. Al terzo posto Guendalina Sibona, giunta al traguardo con 5h30 di distacco.  

Una gara fortemente condizionata dal maltempo
Il maltempo ha fortemente condizionato la corsa, facendo saltare tutte le previsioni sui tempi non solo dei primi in classifica, ma anche delle retrovie: molti atleti si sono ritirati lungo il percorso quando hanno capito che non sarebbero mai riusciti a raggiungere il cancello successivo in tempo. Una beffa, per molti, dato che intorno alle 17 l'organizzazione ha deciso di spostare gli stessi cancelli, da Oyace in poi, di un'ora e mezza. Nel frattempo tutti i cancelli da Oyace in avanti sono stati spostati di un'ora e mezza. Al momento, i ritirati sono 175 su 294 partenti.

Il tempo massimo per concludere la prova è di 38 ore. La premiazione si terrà domenica 18 settembre 2017 al Courmayeur Mountain Sport Center.

 

Massimiliano Riccio

39 anni, giornalista professionista: oltre a brontolare continuamente, in redazione mi occupo di tutto un po’, dalla politica allo sport, con un occhio di riguardo per la fotografia e i video. Sono appassionato di tecnologia, musica, grigliate e basket americano.

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