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“La Petite Ferme du Bonheur”, una piccola oasi di integrazione a Doues

Doues - Alessandro, Valentina e Francesca Bruno gestiscono questa piccola azienda agricola a Doues che promuove attività di integrazione e di inclusione a favore di giovani disabili valdostani.

La Petite Ferme du BonheurAlessandro, Valentina e Francesca

Cambia, todo cambia”, la canzone interpretata splendidamente da Mercedes Sosa, potrebbe essere inserita a pieno titolo nella colonna sonora della vita di Alessandro e Valentina Bruno che hanno fondato e da due anni gestiscono “La Petite Ferme du Bonheur” a Doues.

A cambiare, in modo radicale, è stata la loro vita. Alessandro era un giocatore di basket professionista rientrato da poco in Valle e impegnato come operatore in una cooperativa sociale. Valentina è un architetto che si divide tra il lavoro e la famiglia. Insieme a loro Francesca, la loro sorellina minore, con una disabilità di tipo intellettivo, che vive ancora con i loro genitori.

Nel 2010 decidono di lasciare i loro rispettivi appartamenti in città per costruire un’abitazione per tutta la famiglia: “Cercavamo una soluzione che garantisse l’autonomia di tutti, ma che ci permettesse anche di stare vicini a Francesca, che qui è libera di andare e venire” ci spiega Valentina. Nella ricerca del terreno edificabile si innamorano di Doues e da lì si ritrovano con una grande casa costruita nella frazione Bovier e duemila metri quadri di terreno agricolo intorno.

La passione di Alessandro per gli animali e per la voglia di costruire un futuro per Francesca fanno il resto. “Due anni fa ho deciso di dare gambe alla passione per gli animali che avevo quando ero bambino e insieme abbiamo messo in piedi questo progetto”.

La Petite Ferme du Bonheur è contemporaneamente una piccola azienda agricola che alleva animali e coltiva ortaggi e un’associazione di promozione sociale che promuove attività di integrazione e di inclusione a favore di giovani disabili valdostani.

Per chi ha la fortuna di visitarla da vicino è una piccola oasi di serenità in cui convivono due asinelli – Severino e Giuditta – un maiale, quaranta tra pecore e capre, tre cani e un discreto numero tra galline, tacchini, oche e conigli. “I ragazzi vengono quando vogliono e, dopo un periodo di formazione e addestramento, svolgono, in autonomia i lavori che richiede una fattoria: dalla cura degli animali, alla pulizia dell’orto, fino alla produzione del miele e del formaggio”.

Durante l’anno Alessandro e Valentina organizzano anche degli atelier in cui realizzano collane, braccialetti e prodotti in pura lana fatti a mano, ma anche oggetti in legno e biglietti di auguri che poi vengono portati nei mercatini e il cui ricavato serve a sostenere le attività dell’associazione. “Noi proponiamo attività e manufatti semplici, ma che nostri ragazzi riescono a svolgere dalla a alla z” sottolinea Alessandro.

E dato che i ragazzi con disabilità, come tutte le persone del resto, beneficiano del confronto, dello scambio con gli altri a Valentina e Alessandro è venuta l’idea di organizzare attività, laboratori e giochi aperti anche ai bambini normodotati. “Questa estate è andata molto bene: contenti i bambini, soddisfatte le famiglie e entusiasti i nostri ragazzi che hanno svolto un ruolo da animatore” racconta Valentina.

L’idea per il futuro è quella di potenziare ancora la Petite Ferma per creare opportunità di lavoro per giovani disabili che hanno completato il loro percorso nella scuola. La dead line è fissata per l’inizio del 2019 con la ripresa della lattazione delle capre. “Vorremmo assumere alcuni ragazzi per dare dignità al loro lavoro perché ciò che fanno ha un valore importante”.

Ho 44 anni e sono giornalista professionista. Nonostante la laurea in Scienze della Comunicazione, ho trovato lavoro fondando, insieme ad altri, questo quotidiano online. Grazie alla mia proverbiale saggezza in redazione mi chiamano “mental coach”, mentre per gli amici sono “la nonna”. Nel tempo libero mi piace leggere, viaggiare, camminare e stare con gli amici.

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