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Ultima modifica: 25 settembre 2018 alle ore 9:54

La quinoa, “l’oro degli aztechi”

Aosta - La quinoa è un’ottima fonte di manganese e di magnesio ed è anche molto ricca di proteine, vitamine (B2 ed E), fibre minerali come ferro, fosforo, rame e zinco.

quinoa

Nel 2015 la FAO, organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e l’alimentazione, ha eletto la Quinoa il cereale dell’anno. Sebbene la quinoa sia considerata un cereale, in realtà è il seme di una pianta, la Chenopodium quinoa, parente di barbabietole, bietole e spinaci appartenenti tutti alla famiglia delle Chenopodiacee.

La quinoa è stata coltivata fin dal IV millennio a.C. in Sudamerica, attuali Perù, Cile, Bolivia ma per l’Europa è una scoperta relativamente nuova. Per gli indios sudamericani era un alimento base, al punto che gli Incas la onoravano con il titolo di “Semente madre”.

Conosciuta anche per la sua capacità di dare forza e resistenza, era chiamata “l’oro degli aztechi”; i conquistatori spagnoli, nel tentativo di distruggere la popolazione indigena e la loro cultura, rischiarono di estinguere la quinoa: la sua coltivazione divenne illegale, pena la morte.

Negli anni ottanta, grazie ad alcuni ricercatori, vennero messi in luce i benefici salutari della quinoa e, da allora, la disponibilità della pianta sul mercato è cresciuta notevolmente.

La quinoa è un’ottima fonte di manganese e di magnesio: il contenuto del magnesio è tre volte superiore a quello del calcio, rapporto difficile da trovare in un qualsiasi altro alimento, aspetto importantissimo considerando che a livello cellulare l’assimilazione del calcio è fortemente antagonista rispetto a quella del magnesio. E’ anche molto ricca di proteine, vitamine (B2 ed E), fibre minerali come ferro, fosforo, rame e zinco.

Priva di glutine, la quinoa è probabilmente il meno allergizzante tra i cereali, per questo ne è consigliato l’uso come sfarinati per lo svezzamento dei neonati. E’ molto ricco di proteine con un eccellente profilo di aminoacidi in quanto contiene tutti gli aminoacidi essenziali, per cui è indicato come fonte proteica per i vegetariani o vegani.

La quinoa contiene una quantità medio alta di ossalati per cui chi soffre di calcoli renali contenenti ossalati dovrebbe limitarne il consumo.

Per cuocere la quinoa si metta in un tegame una parte di semi e due parti di liquido. Si porti ad ebollizione poi si abbassi il fuoco, si copra e si cuocia: 100 gr di quinoa richiedono in genere 15-20 minuti. A fine cottura i chicchi diventano traslucidi e il germe bianco si distacca parzialmente dal corpo principale del seme, con una coda a forma di spirale bianca. Per ottenere un aroma di noce, prima di cuocere la quinoa si può tostarla a secco per 5 minuti in padella. Può essere preparata unendo alla quinoa cotta e raffreddata dei fagioli e degli scalogni sminuzzati, conditi con olio di oliva extravergine e/o senape. Questo piatto ricorda le tradizioni indie del Sudamerica. La quinoa cotta può essere unita alle minestre di verdura o aggiunta alle insalate.

Silvana Piotti
Dottore in Scienze Agrarie
Naturopata
Consulente per la sicurezza alimentare
Via De Tillier, 15 – Aosta
Cell.328-2830048
www.silvanapiotti.com

 

2 commenti su “La quinoa, “l’oro degli aztechi””

  • Gli aztechi non coltivavano la quinoa e risiedevano nell’attuale Messico centrale, quindi in Nord America. La quinoa era l’oro degli Inca.

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