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“Jackie” di Pablo Larraín

Aosta - Premiato al Festival di Venezia e candidato a tre Premi Oscar, il film s’inserisce nella nutrita serie di opere sulla vita della famiglia Kennedy, con un’inedita Jacqueline interpretata da Natalie Portman.

Jackie di Pablo Larraín

Che cosa racconta:
Jackie non è, come potrebbe ingannevolmente far credere il titolo, un film biografico su Jacqueline Lee Bouvier (poi Kennedy, poi Onassis), bensì il racconto, lucido e sanguinoso, che la stessa donna espone, del delitto del suo primo marito, il presidente John Fitzgerald Kennedy. A solo una settimana di distanza dalla celeberrima sparatoria a Dallas, la donna viene, infatti, contattata dalla nota rivista Life per rilasciare un’intervista sull’accaduto: a casa dell’ormai ex first lady, la lunga conversazione col giornalista Theodore H. White, scandita dai sommessi singhiozzi alternati alle numerose sigarette elegantemente fumate dalla donna, coincide, seppur intervallata da alcuni flashback, con l’intera durata della pellicola.

Come lo racconta:
È singolare il punto di vista di questo film che parla di una donna che parla di un uomo (che compare due volte sole e pronuncia una sola frase). Il corpo di Jackie (totale o in primo piano) è costantemente posizionato al centro delle inquadrature che, con una fotografia realisticamente tenue, mostrano lei intenta a bere, fumare, piangere e parlare, ininterrottamente, di Jack (come lei chiama John), con il giornalista innanzitutto ma anche con i diversi interlocutori maschili che si susseguono nei flashback (un sacerdote, il fratello del marito Bobby), sorta di confessori che sembrano sostituirsi al perduto marito.

Una curiosità:
L’attore che impersona il presidente Kennedy, Caspar Phillipson, è danese ed è stato scelto tramite Facebook. Nella versione in lingua originale del film, l’interprete, nell’unica scena in cui ha avuto l’opportunità di parlare, è stato doppiato con la vera voce di JFK.

Perché vederlo:
Continuamente in bilico tra privato e pubblico, tra realtà e finzione, la famosa figura di Jacqueline viene qui proposta in una versione perlopiù inedita, spogliata del suo ruolo (privato) di moglie e (pubblico) di first lady: essere umano sanguinante e lacrimante che tenta, nelle sue stesse parole, di tenere assieme i pezzi della testa del marito per tenere tutto dentro, mentre gli urla, straziante, “Ti amo”.

Una battuta:
Jackie al sacerdote: “Le donne sono di due specie: quelle che vogliono il potere nel mondo e quelle che vogliono il potere in amore. In fondo, ora, a me, che cosa resta?”

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