Sport
Ultima modifica: 20 giugno 2018 alle ore 1:03

Lisa Borzani domina la classifica femminile, ora il Tor des Géants è una sfida con sé stessa

Ayas -Dietro di lei un buco lungo quasi cinque ore. "Sono un po' cotta", dice, ma non vuole mollare proprio adesso: tra Champoluc e Valtournenche, infatti, ottiene un gran tempo, appena dieci minuti superiore a quello di Pablo Criado

La struttura di Champoluc

A due terzi del cammino, a circa 100 km dal traguardo, Lisa Borzani domina la testa della classifica femminile del settimo Tor des Géants.

Dietro di lei, settima in classifica generale, un buco lungo quasi cinque ore. La diretta inseguitrice, infatti, è Stephanie Case, transitata a Champoluc alle 19.18, contro le 14.39 della Borzani. Terza la spagnola Silvia Ainhoa Trigueros Garrote, che a Gressoney aveva circa un’ora di ritardo da Case. A Gressoney sono già transitate anche Maria Semerjian, quarta, alle 17.01, e le italiane Marina Plavan (17.16) e Raffaella Miravalle (18.27). Occhi puntati sulle valdostane: quattordicesima Marcella Pont, diciassettesima Elisabetta Negra.

Lisa Borzani, accreditata alla partenza tra le nove top runners, sembra abbastanza tranquilla ma prudente, sa che un vantaggio di parecchie ore sulla seconda non vuol dire niente. Le incognite sono troppe in questo tipo di gara: la stanchezza, il tempo, la notte. Lei lo sa bene, è alla sua quarta partecipazione consecutiva, dopo un ritiro nel 2013 e le iscrizioni nel 2014 e 2015 (seconda lo scorso anno), ed il ritiro della favorita numero uno Denise Zimmermann sta a dimostrare che non bisogna mai abbassare la guardia. In fondo, il Tor des Géants è prima di tutto una gara con se stessi, più che con gli altri atleti.

A Champoluc, infatti, è molto concentrata, si concede una piccola pausa perché ha già riposato in precedenza, mangia un pezzo di crostata e riparte. “Sono un po’ cotta” dice, cercando conforto. Appare in effetti molto stanca, ma non vuole mollare proprio adesso. Tra Champoluc e Valtournenche, infatti, ottiene un gran tempo, appena dieci minuti superiore a quello di Pablo Criado, e ai piedi del Cervino riposa solo venti minuti, riprendendosi la settima posizione assoluta che si sta scambiando con Marco Béthaz. Entrambi gli atleti, peraltro, a fine agosto hanno vinto il Gran Paradiso Trail nelle rispettive categorie, con tempi abbastanza simili.

A confortarla, da qui in poi, ci penserà anche la montagna: “Nella zona che mi aspetta adesso vengo spesso, mi sento come a casa”.

Dopo una laurea in Lingue e Letterature Straniere ed un Dottorato di ricerca in letteratura francese, nel 2016 sono entrato a far parte di AostaSera come collaboratore. Mi occupo soprattutto di sport e, vista la mia voglia di sperimentare, ho iniziato a provare diverse discipline. Il britpop ed i romanzi esistenzialisti sono stati il punto di partenza della mia formazione culturale.

Commenta questo articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>