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Ultima modifica: 20 giugno 2018 alle ore 1:49

Federico Pellegrino ai piedi del podio nella sprint di Dobbiaco

Aosta - Dopo il podio di Val Mustair e la vittoria proprio qui l’anno scorso, il valdostano non riesce a ripetersi e si posiziona al quarto posto, dopo essere stato largamente in testa

Federico Pellegrino nella sprint di Dobbiaco

Si aspettava forse qualcosa di più, Federico Pellegrino, da questa sprint in tecnica libera a Dobbiaco, una delle sue preferite. La sua faccia, al termine della finale, è una maschera di sofferenza e delusione per un quarto posto che, a poche decine di secondi dalla fine, sembrava lontanissimo, con l’atleta valdostano saldamente in testa prima dell’ingresso nella Nordic Arena. Un probabile calo fisico, invece, è costato al poliziotto di Nus tre posizioni e la conseguente uscita dalla lotta per il podio nel rettifilo finale: 2’49”18 il suo tempo, a 1”27 dal vincitore Skar, seguito da Hamilton e Klaebo. In una nota alla vigilia Pellegrino aveva presentato così la gara che lo aspettava: “I materiali potranno fare la differenza così come l'anno scorso e lo potrà fare anche la pista. Perché è una delle più corte della Coppa del Mondo e conterà più che altrove la velocità pura. Nel rettifilo di arrivo, poi, si raggiunge una punta molto elevata. Con il passare delle batterie verrà fuori anche la resistenza ma la velocità, qui, è molto importante soprattutto per il passaggio dei primi turni”.

Dopo un interlocutorio ventesimo posto nelle qualificazioni, Pellegrino aveva dimostrato di essere pienamente competitivo nei quarti di finale e nelle semifinali, presentandosi in finale come uno degli avversari da battere. Dopo essere rimasto in seconda posizione, in fase di studio, nei quarti di finale ed aver vinto in rimonta, il valdostano aveva cambiato tattica in semifinale, dominando dall’inizio alla fine con un brivido nella salita, dove Pellegrino ha rischiato di inciampare come era avvenuto nella gara di Ruka.

Pellegrino aveva preparato questa gara con molta attenzione, ritirandosi dopo le due gare di Val Mustair del Tour de Ski, durante le quali aveva guadagnato il suo primo podio stagionale. Non è però riuscito né a replicare né quel buon risultato né tantomeno a ripetersi sulla pista che lo aveva visto trionfare l’anno scorso: “Sto bene. È una gara che aspetto e nella quale non vedo l'ora di potermi misurare”, aveva dichiarato alla vigilia. “L'ultima volta che ci siamo ritrovati tutti noi sprinter era Davos e ho voglia di mettermi in gioco dopo il secondo posto di Val Mustair. Ci ho dato dentro in queste tre settimane e ho lavorato tanto per cercare la brillantezza e la velocità. E il mio cambio di ritmo”.

Non molto bene gli altri valdostani, con la sola Greta Laurent ad entrare nelle prime 30 posizioni, chiudendo 27° dopo il 22° posto nelle qualificazioni ed il sesto tempo nella propria batteria dei quarti di finale. Trentanovesima Francesca Baudin, cinquantottesimo François Viérin.

Domani, sempre a Dobbiaco, la team sprint, con gli occhi puntati sulla coppia azzurra Pellegrino-Noeckler.

Dopo una laurea in Lingue e Letterature Straniere ed un Dottorato di ricerca in letteratura francese, nel 2016 sono entrato a far parte di AostaSera come collaboratore. Mi occupo soprattutto di sport e, vista la mia voglia di sperimentare, ho iniziato a provare diverse discipline. Il britpop ed i romanzi esistenzialisti sono stati il punto di partenza della mia formazione culturale.

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