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Ultima modifica: 20 Giugno 2018 alle ore 2:57

Federico Massone, un rientro da vicecampione del mondo

Aosta -Domenica il giovane valdostano ha conquistato l’argento iridato con gli azzurri della nazionale di basket Under 19: “Un’esperienza incredibile”

Federico Massone

Un argento storico, che torna in Italia dopo 26 anni, e che è anche a tinte rossonere. Domenica 9 luglio la nazionale italiana under 19 di basket ha conquistato il secondo posto ai Campionati Mondiali del Cairo, e tra le fila azzurre c’era anche Federico Massone, diciannovenne valdostano in forza all’Angelico Pallacanestro Biella di A2.

“È stata un’esperienza incredibile e bellissima”, racconta. “Fino a due anni fa non ero mai stato in Nazionale, poi ho fatto un raduno ed un torneo. Non avevo partecipato all’Europeo, ma quest’anno avevo qualche speranza in più. Non era scontato che andassi, ma è un ottimo anno in cui sto migliorando, ed essere nei dodici della seconda squadra più forte del mondo è fantastico”. Seconda nella fase a gironi dietro gli Stati Uniti, l’Italia ha proseguito con una marcia trionfale sconfiggendo avversari molto quotati: “Lo scoglio era la partita col Giappone, che ci avrebbe portati tra le prime 8 del mondo”, spiega Massone. “Abbiamo faticato molto ma l’abbiamo spuntata di due punti, e da lì le cose sono andate sempre bene. Abbiamo acquisito consapevolezza e forza, anche grazie al sostegno del pubblico, che ci scriveva dopo ogni partita. Un’ottima difesa contro la forte Lituania e una prova di cuore contro la Spagna ci hanno portati in finale, ma il Canada era troppo forte”. La fiducia dell’allenatore nel gruppo, la spinta da casa, la motivazione e l’aiuto reciproci sono stati gli ingredienti di questa impresa. “Giocare una finale mondiale è una cosa che lascia senza fiato. Eravamo contro alcuni tra i giocatori più forti al mondo, in diretta su Sky, con tantissimi occhi puntati su di noi, una cosa che in pochi possono dire di aver fatto. Sono emozioni che durano poco e che vanno godute fino in fondo”.

Massone non ha avuto un minutaggio da protagonista – 33 minuti totali, conditi da un rimbalzo ed un assist – ma la presenza ai mondiali è una tappa della sua crescita. Il giovane valdostano ha giocato nel Rouge et Noir ma, dopo la divisione della squadra, si è spostato prima ad Ivrea, nel campionato di Eccellenza, salvo poi far ritorno in Valle d’Aosta per l’Under 17 e l’Under 19. “Ad Aosta giocavo poco anche nell’Under, così sono andato a Biella. Lì l’Under 19 faceva anche la C1, ho amato il progetto e ho potuto esprimermi. Quest’anno è stata la mia prima stagione con i professionisti, non sono stato protagonista ma ho avuto modo di giocare e crescere. L’anno prossimo sarò a Jesi: è una società che ha sempre avuto fiducia in me e mi ha sempre cercato. Sarò sempre in A2 ma giocherò di più, credo che sia la cosa migliore per me. A livello di nazionale, invece, l’obiettivo sono gli Europei Under 20”.

Il futuro più prossimo, però, è dedicato al relax: “Ora sono davvero in vacanza. Ho fatto la maturità il giorno prima di partire per i Mondiali, adesso mi riposo”.

Dopo una laurea in Lingue e Letterature Straniere ed un Dottorato di ricerca in letteratura francese, nel 2016 sono entrato a far parte di AostaSera come collaboratore. Mi occupo soprattutto di sport e, vista la mia voglia di sperimentare, ho iniziato a provare diverse discipline. Il britpop ed i romanzi esistenzialisti sono stati il punto di partenza della mia formazione culturale.

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