Società

Vaccini, 300 bambini a fine mese rischiano l’allontanamento da nidi e scuola materna

Aosta -Critica la Cgil che chiede alla Regione di "farsi parte attiva nei confronti delle istituzioni nazionali affinché i bambini e le bambine interessate non siano costretti a lasciare le aule scolastiche in corso d’anno".

Vaccini

Scade oggi, sabato 10 marzo, il termine previsto dal Decreto Lorenzin per mettersi in regola con gli obblighi vaccinali. La circolare di Istruzione e Sanità del 27 febbraio prevede che i presidi entro il 20 marzo invitino i genitori dei non vaccinati a presentare entro 10 giorni la documentazione. Una proroga di 20 giorni, secondo l'interpretazione data da alcune regioni, fra cui la Valle d'Aosta. A fine mese, quindi, chi non è in regola rischia l'espulsione dai nidi e dalle scuole dell'infanzia. Nella nostra regione si parla di 300 bambini fra 0-6 anni, 1200 circa nella fascia 6-16 anni, le cui famiglie andranno incontro ad una multa fino a 500 euro. Sanzione che verrà applicata anche nei prossimi anni scolastici. 

A criticare le misure è in una nota la Cgil. Il sindacato ribadisce di non contestare "l’obbligo vaccinale introdotto dal legislatore a tutela della salute pubblica, ma intende tutelare la fondamentale funzione educativa della scuola pubblica".

La Cgil spiega, quindi, come la scuola non può esser "investita da compiti estranei o perfino antitetici ai suoi compiti educativi, che si garantiscono in primo luogo assicurando a tutti e tutte l’accesso all’istruzione e ai servizi scolastici. Una comunità educante inclusiva non può infatti a nostro giudizio assumere funzioni di controllo e repressione (verifica della documentazione ed esclusione dei bambini), che devono invece esser eventualmente poste in capo alle autorità competenti in materia (in primo luogo, Ministero della Salute e Sindaci). Tantomeno questo compito può esser assunto, a nostro giudizio, dalla scuola dell’infanzia pubblica, un sistema delicato che proprio in questi anni sta cercando di affermare il suo ruolo di servizio universale nell’insieme del paese e per tutte le classi sociali, a fronte di un progressivo calo demografico (che già mette a rischio la copertura di tutti i territori e numerosi posti di lavoro) e dal possibile sviluppo di percorsi privati alternativi di educazione parentale."

La richiesta alla Regione è di "farsi parte attiva nei confronti delle istituzioni nazionali affinché i bambini e le bambine interessate non siano costretti a lasciare le aule scolastiche in corso d’anno; di dare disposizioni affinché le istituzioni scolastiche (in primo luogo i dirigenti) non siano obbligati all’allontanamento dei bambini frequentanti le scuole dell’infanzia della Regione eventualmente non in regola con gli obblighi vaccinali".

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39 anni, giornalista professionista e mamma di tre pesti. Appassionatamente curiosa. Adoro cucinare ma anche mangiare. Quando non sono in redazione mi trovate in montagna oppure su un divano con il mio inseparabile ebook reader.

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