Società
Ultima modifica: 19 giugno 2018 alle ore 19:05

Il Monte Bianco non è francese! Aliprandi:”E’ ora che la verità trionfi”

Courmayeur - Il Comune di Chamonix organizza per lunedì 13 agosto una conferenza sull'annosa questione della proprietà del Monte Bianco. Relatori dell'appuntamento saranno gli storici Giorgio e Laura Alipranti che da anni si occupano della questione.

Monte Bianco

A chi appartiene la montagna più alta d’Europa? Probabilmente, solo un eventuale ingresso della Turchia (Ndr il Monte turco Ararat misura 5165 m) in Europa metterà fine a questa secolare disputa. Nel frattempo, i nostri cugini francesi, convinti sostenitori della proprietà del Monte Bianco, supportati in questa credenza popolare da ultimo anche da Google Maps, hanno deciso di organizzare una serata per affrontare l’annosa questione. Conforta sapere che i relatori della conferenza, in programma lunedì 13 agosto alle ore 20.30, presso il Centro congressi Du Majestic di Chamonix, saranno due esperti del problema, per di più italiani: gli storici Laura e Giorgio Aliprandi, che da tempo si occupano della vicenda.

L’appuntamento dal titolo “Le Mont-Blanc dans tous ses etats: le problème de la frontière franco-italienne” potrebbe una volta per tutte, almeno dal punto di vista scientifico, chiudere la querelle.

In base agli accordi del trattato dell’annessione di Torino del 1861, il confine del Monte Bianco fu stabilito esattamente in cima al monte più alto delle Alpi,  basandosi sull’enunciato che “la frontiera deve passare par le pic le plus avancé du Piémont”, e tale è il confine ufficialmente riconosciuto dai trattati internazionali. Anche per l’Istituto Geografico militare il confine è binazionale, mentre per l’istituto omologo francese, manco a dirlo, la cima del Mont Blanc è tutta in territorio francese.

I coniugi Aliprandi, attraverso i loro studi e i volumi pubblicati – l’ultimo “Le grandi Alpi nella cartografia: 1482 – 1885” (Priuli & Verlucca editori) – hanno dimostrato come la Francia si attribuisca la vetta più alta delle Alpi sulla base di una carta, tracciata in modo unilaterale, nel 1865 da un ufficiale francese, il tenente Joseph Mieulet. Gli studi degli Aliprandi dimostrano inoltre come la sommità del Monte Bianco, trovandosi sulla cresta spartiacque, deve essere italo-francese. Tesi riconosciuta anche dal professor Paul Guichonnet, autorità indiscussa nella storiografia delle Alpi, nonché da altri studiosi.

“Il Monte Bianco è franco italiano – spiega il dottor Giorgio Aliprandi – per tabulas e non come ipotesi romantica. Purtroppo, la cartografia internazionale riconosce il Monte Bianco in territorio francese basandosi su cartografie unilaterali francesi, ma è ora che la verità trionfi”.

Ma in che modo la verità può essere ristabilita? “E’ un problema di diplomazia – spiega il dottor Aliprandi – nel 1996 l’onorevole Luciano Caveri riportò con due interrogazioni la questione in Parlamento, ma è una questione sulla quale i francesi non hanno interesse ad aprire un confronto”. E se i francesi sono restii ad affrontare la querelle, non si può dire certo che gli italiani ne stiano facendo motivo di battaglia. “Nel 1994 fummo invitati a Courmayeur – spiega ancora il dottor Aliprandi – a tenere una conferenza dal titolo “A’ qui appartient le sommet du Mont Blanc?”, in sala ci saranno stati 30 uditori, mentre un’analoga esperienza a Chamonix, riunì oltre 200 persone perché, per i francesi, il Monte Bianco è un fiore all’occhiello”.

Insomma, se i francesi illuminati hanno più voglia degli italiani di riportare alla luce la questione, con la conferenza del prossimo 13 agosto,  il dottor Aliprandi invita comunque le autorità valdostane e la diplomazia italiana ad agire: “Per 150 anni Courmayeur e l’Italia si sono lasciati sottrarre circa 500 mila mq di terreno, pari allo Stato del Vaticano, senza mai dire niente. Il problema deve essere ora risolto”.  

39 anni, giornalista professionista e mamma di tre pesti. Appassionatamente curiosa. Adoro cucinare ma anche mangiare. Quando non sono in redazione mi trovate in montagna oppure su un divano con il mio inseparabile ebook reader.

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