Società
Ultima modifica: 19 giugno 2018 alle ore 19:07

Cromlech del Piccolo San Bernardo: sito archeologico o parcheggio?

La Thuile -Domenica scorsa centinaia di persone che sono salite al Colle per seguire le Batailles de Reines e la Fête des Berger hanno lasciato le auto all’interno di uno dei due semicerchi e tutto intorno al perimetro. Il Sindaco: “Non si poteva fare altrimenti”.

Le auto parcheggiate nell'area del Cromlech a La Thuile

Il complesso megalitico del Cromlech, costruito dai Salassi sul valico del Piccolo San Bernardo, “è un sito archeologico prezioso, da salvaguardare e valorizzare”. Per questo motivo La Regione Valle d’Aosta, nell’ambito del progetto “Patrimoine transfrontalier au Petit Saint Bernard”, ha deciso di recente d’investire 720 mila euro al fine di realizzare, sul lato italiano, un breve tratto stradale di circa 285 metri che consentirà di isolare i resti archeologici attualmente interrotti dal passaggio della strada statale.

I lavori, progettati, appaltati e diretti dall’Anas sono iniziati in estate e sono attualmente in corso. Nel frattempo, però, la zona viene utilizzata come parcheggio. Domenica scorsa, infatti, le centinaia di persone che sono salite al Colle per seguire l’eliminatoria delle Batailles de Reines e per partecipare alla Fête des Berger, animata dal tradizionale folklore e dal mercatino di prodotti tipici locali, hanno lasciato le auto all’interno di uno dei due semicerchi e tutto intorno al perimetro del sito. La parte sud, sulla quale insistono i lavori, non era accessibile e quindi è rimasta sgombra.

“Come d’abitudine – ha spiegato il sindaco di La Thuile, Carlo Orlandi – cerchiamo d’individuare la soluzione logistica più congeniale e di sistemare le auto nel migliore dei modi possibili, anche perché lungo la strada, salendo, si crea un lungo serpentone di auto parcheggiate di circa 3km che arriva fino all’ospizio”. Non c’era modo di preservare anche l’altro semicerchio? “Non possiamo permetterci d‘ingaggiare un centinaio di parcheggiatori per mettere ordine in un’area di confine che oltretutto, secondo gli accordi presi, è di competenza della Gendarmeria francese”. 

Massimiliano Riccio

39 anni, giornalista professionista: oltre a brontolare continuamente, in redazione mi occupo di tutto un po’, dalla politica allo sport, con un occhio di riguardo per la fotografia e i video. Sono appassionato di tecnologia, musica, grigliate e basket americano.

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