Politica
Ultima modifica: 20 giugno 2018 alle ore 1:38

Aosta approva il regolamento sul gioco d’azzardo fra le proteste degli operatori del settore

Aosta - L'aula vota all'unanimità il provvedimento per arginare l'azzardopatia. Presenti in Consiglio una ventina di operatori del settore infuriati.

Gli operatori del settore presenti in Consiglio comunale

Dopo un iter sconnesso, durato mesi – anche se in realtà cominciato, almeno come germoglio, già nella passata consiliatura – il Regolamento del Comune di Aosta sul contrasto all'azzardopatia è oggi realtà.

Un parto vero proprio, con la discussione in Commissione iniziata giusto nove mesi fa, e stamattina votato all'unanimità in Consiglio comunale. Approvazione che prevede tutta una serie di restrizioni per i locali che comprendono al loro interno slot machines e macchinette elettroniche, e regolamenta le basi per quelle che apriranno in futuro, profondamente legato alla legge regionale 15/2015.

Soddisfatto Vincenzo Caminiti, consigliere unionista che, da Presidente della III Commissione ha lottato a fondo perché questo regolamento vedesse la luce: “La finalità – spiega nel suo intervento – è la questione sanitaria. È possibile che lo Stato tolleri, assieme alle istituzioni, lo svilupparsi di questa malattia confondendola con il divertimento? Stiamo regolamentando un problema perché uno Stato scellerato mette in condizione tutte i cittadini di correre questo rischio”.

Co-relatore Andrea Manfrin, Lega Nord: “È un momento di orgoglio per tutti noi, si comincia a mettere una pietra ferma sulle notizie su gioco d'azzardo dopo mesi di lavoro intenso, che hanno prodotto finalmente qualcosa di tangibile. Un regolamento che contiene alcuni compromessi, anche al a ribasso, ma un primo passo importante verso la direzione che vogliamo: limitare tutte le dipendenze”. Non manca una 'vis polemica' da parte del consigliere leghista: “Girano voci che parlano di 'scaricabarile', qualcuno fuori dall'aula ha detto che questo regolamento l'hanno voluto in pochi. Se qualcuno vuole disconoscerlo oggi ne ha la possibilità pubblicamente”.

Da tutti i gruppi, però, arriva un voto convinto al provvedimento che – nel dibattito generale – prende un significato nuovo: quello di essere punto d'inizio per diventare più stringente, con l'invito a tenere alta la guardia.

La delibera viene votata all'unanimità dall'aula, con l'eccezione dell'assessore Marzi (assente dall'aula) e di Nicola Prettico (UV) che esce dall'aula in quanto “Lavoratore – spiega staccando la sua scheda – di un'azienda che vive di gioco”.

Chi disconosce questo regolamento, comunque, c'è eccome: una ventina di dipendenti di Gianluca Mancuso, titolare di due società che operano nel settore, escono, a votazione conclusa, decisamente piccati. E volano anche parole grosse: “Fotograferò queste 'facce da culo' – dice una di loro a denti stretti – che vota questi provvedimenti e poi viene da noi a giocare”.

Classe 1981, giornalista pubblicista. Ho studiato all’Università di Bologna ma non abbastanza.
Scrivo quello che c’è da scrivere, in genere di politica. Amo David Foster Wallace e indosso sempre gli occhiali da sole.

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