Politica
Ultima modifica: 20 Giugno 2018 alle ore 1:26

“Questa riforma costituzionale nasce per ostacolarci”. Parte ad Aosta il Treno Tour dei 5 Stelle

Aosta -Una decina tra parlamentari, europarlamentari e consiglieri del 5 Stelle sono intervenuti oggi ad Aosta, in piazza Chanoux, per sostenere il No al referendum del 4 dicembre. "Forza di Trump sottovalutata, come noi nel 2013".

Il pubblico in piazza Chanoux

"Per Renzi, questa riforma combinata con la nuova legge elettorale è un win-win, cioè vince in ogni caso: perché se alle prossime elezioni prevalgono loro hanno la maggioranza alla Camera e al Senato, ma se perdono hanno lo stesso la maggioranza al Senato e ci ostacoleranno in ogni modo". È il deputato Manlio Di Stefano il primo a introdurre questo tema, quello più toccato durante il primo appuntamento italiano del Treno Tour del Movimento 5 Stelle.

Questa sera, una decina tra parlamentari, europarlamentari e consiglieri regionali e comunali hanno incontrato circa 200-250 persone, sotto un leggero nevischio, in piazza Chanoux ad Aosta, per sostenere il No alla prossima consultazione referendaria del 4 dicembre. Domani saranno a Chivasso, Novara e Monza.

Anche il deputato Alessandro Di Battista e prima il collega Carlo Sibilia, con il senatore Vito Crimi a fargli da leggio, hanno insistito sul fatto che la riforma costituzionale Renzi-Boschi, combinata con l'Italicum, sia nata per cercare di impedire una possibile vittoria del loro partito.

Il problema starebbe nella debolezza, almeno per ora, del 5 Stelle a livello territoriale. Questa condizione, in un Senato composto da 74 consiglieri regionali, 21 sindaci e 5 persone scelte dal presidente della Repubblica, li vedrebbe ora come ora svantaggiati. "Con il Sì il Pd avrebbe una maggioranza di 57 senatori, 28 sarebbero del centro-destra e al 5 Stelle andrebbero solo 5 senatori", ha sottolineato prima Sibilia. "Noi che probabilmente siamo il primo partito in Italia ci ritroveremmo in minoranza", sostiene Di Battista.

Il deputato romano è intervenuto per ultimo al comizio, dopo essere stato in collegamento con la trasmissione di La 7 Piazza Pulita, di Corrado Formigli. Durante il suo interventi finale ha ricordato i punti che, a suo dire, sarebbero i più richiesti dall'elettorato per una eventuale riforma scritta dal suo movimento: "Abolire l'immunità parlamentare, togliere il pareggio di bilancio in Costituzione e introdurre il vincolo di mandato".

Quest'ultimo punto, che obbligherebbe un parlamentare a dimettersi nel caso in cui cambiasse partito, è il più controverso, soprattutto perché proposto da una formazione che ha avuto a che fare, nel corso di questa legislatura, con molte espulsioni di suoi parlamentari. Le altre proposte a cinque stelle sono i soliti cavalli di battaglia: dimezzamento del numero di eletti in Parlamento, dei loro stipendi e abolizione dei vitalizi ai politici.

Sono stati tanti gli altri argomenti, tutti per forza di cose sfiorati, trattandosi di un comizio. Ad esempio, tra i più gettonati, il tema della maggiore rapidità delle leggi con il nuovo sistema di bicameralismo non più paritario, che i grillini negano. "Ci saranno 11-12 modi differenti per fare le leggi, questo porterà solo più caos", afferma Di Battista. Un mantra, ripetuto da quasi tutti è che "In Italia non servono più leggi, ma buone leggi". Crimi quindi smentisce la lentezza delle attuali due Camere: "Si fa già una legge ogni quattro giorni – sostiene – ben 391 nell'ultima legislatura".

Questa riforma non piace proprio al 5 Stelle e a seconda dell'intervento sarebbe stata scritta dalla governance europea, dalla banche e società finanziarie, una su tutti la JP Morgan, da Angela Merkel o dagli Stati Uniti. A proposito degli States, è curioso, tra i molti interventi, il continuo parallelo con la vittoria di Donald Trump: "La stampa snob non ha saputo raccontare cosa succedeva in quel paese – ha spiegato il deputato Roberto Fico – così come è successo con noi nel 2013".

"Che Trump si faccia un partito e poi vediamo se vince", ha scherzato Crimi, parafrasando la sfortunata frase che il democratico Piero Fassino pronunciò nei confronti dei non ancora nati 5 Stelle. "Gli analisti ora si lamentano che Trump ha vinto con i voti delle donne non laureate, ma come si permettono? – ha commentato Di Battista – le donne non laureate vanno bene solo quando votano Obama".

Ho 35 anni, una laurea di primo grado in Lettere moderne e forse tra poco una di secondo grado in Scienze storiche, all’università di Torino. Ho scritto molto sul sistema delle finanze pubbliche della Valle d’Aosta. Mi piacciono le ostriche, l’Ottocento francese, gli Odezenne, Montale, il ramen e i video con i labrador. Adoro lo scotch, ma mi fa male. Scrivo per lo più di politica e amministrazione.

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