Politica
Ultima modifica: 19 giugno 2018 alle ore 16:31

“Per le elezioni europee un candidato valdostano riconoscibile anche all’esterno”

Aosta -Per il presidente dell’Union Valdôtaine, Ego Perron, “bisogna trovare una persona riconoscibile anche al di fuori dei confini regionali”. E poi si rivolge al PdL: “Deve dirci con che atteggiamento intende sostenere la campagna elettorale”.

Elezioni politiche 2008 Congresso dell'Union Valdotaine dell'8 marzo

L’accordo è fatto. Union Valdôtaine presenterà una propria lista e un proprio simbolo – con tutta probabilità quello “Vallée d’Aoste” che alle politiche del 2008 ha portato Antonio Fosson al Senato – alle elezioni europee in apparentamento con il Popolo della Libertà. Ora entro la fine di aprile è necessario presentare i candidati, che dovranno essere tre. Ma sarà necessario trovare una convergenza piuttosto ampia: i nomi dovranno andare bene al “Mouvement”, alle altre forze della maggioranza – Stella Alpina e Fédération Autonomiste – e al Popolo della Libertà. “Bisogna trovare una persona riconoscibile per esperienza personale e professionale anche al di fuori dei confini regionali – dice il presidente dell’Uv, Ego Perron – Non dimentichiamoci che il simbolo sarà presente sulle schede di tutta la circoscrizione dal Piemonte alla Liguria alla Lombardia. Il candidato ideale è una persona che senta propria la Valle d’Aosta, ma che allo stesso tempo sappia proporsi all’esterno”.

Secondo lei, il Popolo della Libertà come ha digerito la scelta dell’Uv di un apparentamento piuttosto che l’inserimento di un vostro candidato nella lista Pdl?

Il Pdl ha insistito perché si esprimesse un candidato valdostano nella loro lista della circoscrizione. E sicuramente questa sarebbe stata la scelta che si sarebbe mostrata più efficace. Ma la nostra decisione è stata quella di percorrere una strada forse più complessa, quella dell’apparentamento.
Ora anche il Pdl, a livello locale, deve dirci con quale atteggiamento intende affrontare la campagna elettorale, se intendono sollecitare il proprio elettorato e spingere la lista. Presto avremo un incontro con loro e ci confronteremo anche su questo.

A proposito di elettorato, come pensa che reagirà il popolo unionista ad una lista alleata con il centro destra e in particolare con il partito di Berlusconi?

Credo che la nostra base reagirà bene. Certamente sarà compito di tutta la macchina organizzativa spiegare la bontà di questa scelta. Questo è un passaggio nuovo per l’Uv e senz’altro delicato. Le elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento italiano nel 2006 e nel 2008 sono stati momenti traumatici (quando furono sconfitti Augusto Rollandin e Marco Viérin e con la sconfitta dello stesso Perron l’anno scorso a vantaggio dei candidati di centro sinistra, ndr). Ora il quadro è totalmente diverso e si vota con meccanismi diversi.
La nostra non è una scelta di campo, ma un’opportunità. Qualcuno ci accusa di opportunismo: ma se opportunismo significa dare alla Valle una chance di eleggere un europarlamentare, allora ben venga quest’accusa.

Si è parlato anche di ‘virata a destra' dell’Union Valdôtaine.

Svolta a destra? Bisogna tenere conto che le forze politiche sono cambiate e noi stiamo facendo un accordo con una forza moderata di centro. Anche la componente di An ha fatto un percorso storico notevole, in particolare grazie al presidente Fini.
Il bipolarismo tende a schiacciare una piccola realtà come la nostra e va detto che l’Union è nata per difendere la Valle d’Aosta al di là di destra e sinistra. Ci sono ideali e valori che noi difenderemo sempre.

Nell’ultimo Conseil fédéral il sindaco di Aosta, Grimod, ha espresso la propria contrarietà ad un accordo col Pdl, astenendosi sul documento finale. Che effetto potrà avere la strategia di oggi sulle elezioni comunali del 2010 nel capoluogo dove l’Uv governa con il Partito Democratico?
Non stiamo ipotecando nulla da qui all’eternità: per l’anno prossimo valuteremo anche alla luce dell’appuntamento elettorale delle europee. Ringrazio il sindaco per aver espresso la propria opinione e tutti coloro che sono intervenuti. Meglio pareri dissonanti, rispetto al silenzio.
 

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