Politica

Legambiente, Arci e Valle Virtuosa: “Sul lupo non si faccia campagna elettorale”

Aosta -Le tre associazioni sul piede di guerra per l'"affaire" lupo attaccano frontalmente il Presidente Viérin e l'Assessore Nogara: "Una vergognosa farsa elettorale”

Non c’è pace per il lupo in Valle d’Aosta. Dopo gli scambi politic di cortesie sono Legambiente, Arci e Valle Virtuosa a scendere sul piede di guerra e, via comunicato stampa, puntano il dito sul neo Presidente della Regione Viérin: “Il 10 maggio 2017 – scrivono –, le associazioni Legambiente VdA, ARCI e Valle Virtuosa avevano incontrato l’Assessore all’agricoltura Laurent Viérin. Le associazioni avevano chiesto: una rapida approvazione, da parte della Conferenza Stato Regioni, del piano di gestione del lupo; di avviare un programma di censimento in Valle d’Aosta; di garantire congrui e rapidi risarcimenti agli allevatori danneggiati”.

Allora, spiegano le associazioni: “Viérin si era impegnato a sostenere politiche di prevenzione, escludendo invece la misura dell’abbattimento, e aveva promesso di rivedere le associazioni per promuovere un confronto costruttivo nell’interesse della comunità valdostana. Oggi, ci sarebbero quindi tutte le condizioni per mantenere la parola data, e invece assistiamo ad una vergognosa farsa elettorale”. In pratica, spiegano, “Sul lupo non si faccia campagna elettorale”.

E si arriva ai giorni nostri: “L’Assessore Nogara – prosegue la nota –, senza nessun confronto con le associazioni e facendo finta di ignorare le leggi di protezione internazionali, promette di ottenere dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) l’autorizzazione al controllo del lupo attraverso l’abbattimento. Una misura inutile: in Valle ci sono, forse, solo 20 esemplari e qualsiasi esperto in materia sa che il nomadismo del lupo, che va dove c’è da mangiare, riporterebbe in breve tempo altri esemplari nei territori dove intervenissero abbattimenti”.

“Chiediamo agli allevatori – chiudono le tre associazioni – se, per risollevare il settore, sia più importante intervenire sulla preoccupazione del lupo oppure abbattere i ritardi nei pagamenti dei contributi, la burocrazia ormai insopportabile o le logiche dei prezzi imposti dalle lobby dell'agro-alimentare. Non hanno l'impressione che il lupo stia diventando il parafulmini di tutti i problemi, cioè il capro espiatorio su cui convogliare tutte le loro attenzioni?”.

Classe 1981, giornalista pubblicista. Ho studiato all’Università di Bologna ma non abbastanza.
Scrivo quello che c’è da scrivere, in genere di politica. Amo David Foster Wallace e indosso sempre gli occhiali da sole.

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