Politica

La Lega ed i suoi tre anni in Consiglio ad Aosta: “Bocciati gli atti che danno fastidio”

Aosta - La Lega traccia un bilancio dei suoi tre anni nell'amministrazione del Capoluogo: 785 iniziative in mille giorni, 476 delle quali portate e discusse in aula. Tra queste 231 mozioni, 57 approvate.

I consiglieri della Lega Nord Nicoletta Spelgatti e Andrea Manfrin

785 iniziative, in mille giorni da consiglieri comunali, 476 delle quali portate e discusse in aula. Tra queste 231 mozioni e 309 tra interrogazioni scritte e richieste di accesso agli atti.

Così la Lega VdA traccia un bilancio dei suoi tre anni in Consiglio comunale ad Aosta. Soddisfatta la capogruppo e Presidente del Carroccio Nicoletta Spelgatti, che però tiene a qualche precisazione: “Siamo il gruppo di gran lunga più attivo all’interno del Consiglio – ha spiegato – e solo le nostre iniziative extra-consiliari ammontano a 480. Tra i 260 atti di indirizzo presentati in Consiglio però tante sono state le iniziative respinte, che avrebbero potuto cambiare radicalmente e in meglio la città di Aosta come le nostre proposte sull’Appalto per i servizi agli anziani, sull’Edilizia residenziale pubblica, l’appalto neve

Strade, l’organizzazione della macchina amministrativa, la legittimità degli atti, sui due segretari generali che si sono succeduti, l’appalto rifiuti e ancora il nostro lavoro sugli impianti sportivi come Montfleury o il Palaindoor per il quale non c’è ancora un bando di gara”.

Tra gli atti approvati, 57 tra mozioni e ordini del giorno, i consiglieri della Lega ricordano il regolamento comunale di contrasto alla ludopatia, il contrasto agli abusivi e ai danneggiatori degli alloggi popolari, il contrasto all’accattonaggio molesto, il lavoro di tutela dei lavoratori del bando anziani e la battaglia per l’accessibilità ai disabili di via Chambéry.

Non mancano, poi, nel bilancio del Carroccio, alcune delle mozioni che più hanno fatto discutere in aula, che loro stessi definiscono “più politiche e identitarie” come l’istituzione dei corsi di patois, la lotta per la non adozione nelle scuole di testi che facessero riferimento alla teoria “gender”, quella per i crocifissi nelle aule scolastiche, il contrasto nei confronti delle vignette di Charlie Hebdo sul terremoto del Centro Italia e ancora la proposta dell’intitolazione di una parco alla memoria dei Martiri delle Foibe.

“Gli atti più importanti – chiude Spelgatti –, quelli che danno davvero fastidio, e che avrebbero davvero cambiato le cose, sono sempre stati bocciati, abbiamo sempre trovato un muro davanti”.

Classe 1981, giornalista pubblicista. Ho studiato all’Università di Bologna ma non abbastanza.
Scrivo quello che c’è da scrivere, in genere di politica. Amo David Foster Wallace e indosso sempre gli occhiali da sole.

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