Politica

Il grido d’allarme della Cgil: “Infiltrazioni mafiose in Valle, la politica ha chiuso gli occhi”

Aosta - Così il sindacato in una nota esprime la sua preoccupazione per lo scenario affiorato dalle cronache di questi giorni e chiede l'istituzione di un Osservatorio contro la mafia e la divisione della cariche tra Prefetto e Presidente della Regione.

“La nostra Regione non è immune da gravi fenomeni di criminalità organizzata e quanto sta emergendo dalle inchieste di queste settimane, conferma purtroppo, un quadro ancora più inquietante in cui possibili infiltrazioni della criminalità organizzata e possibili intrecci col mondo politico sono ancora più evidenti. Emergono così i rapporti tra 'ndrangheta, imprenditoria, politica e ora magistratura”

La denuncia arriva da parte della Cgil Valle d'Aosta che, in una nota, lancia un grido d'allarme sulle vicende giudiziarie che in questi giorni stanno scuotendo la Valle d'Aosta dalle sue fondamenta e chiede nuovamente – dopo averlo fatto già due anni fa – l'istituzione di un Osservatorio Permanente per contrastare i fenomeni mafiosi: “Visto che una parte della politica in questi anni ha chiuso gli occhi di fronte ad un cancro che si sta inserendo sempre di più nella nostra Regione intaccando ogni aspetto della vita politica ed economica – scrive il Segretario Domenico Falcomatà – bisogna che la magistratura vada fino in fondo mettendo alla luce tutti gli intrecci tra economia, politica e mafia, riportando la nostra Regione alla legalità. Sarebbe anche il caso di cominciare un'attenta riflessione sull'opportunità di dividere le cariche di Prefetto e Presidente della Regione”.

Politica alla quale spetta più di una responsabilità: “Il tema delle infiltrazioni mafiose nella nostra Regione è talmente grave che il Consiglio Regionale e la politica non possono esimersi da affrontare questa tematica – conclude Falcomatà – mettendo in atto tutte le azioni possibili per fugare ogni dubbio su possibili collusioni ed intervenendo in modo risoluto, deciso e concreto nel contrasto alla criminalità organizzata”.

Una preoccupazione che, stando al sindacato, rischia di minare per sempre il futuro: “La Valle d’Aosta è intrisa e contaminata dalle mafie e dalla massoneria deviata che ha trovato terreno fertile in ampi settori della società valdostana. Tutto questo lascerà profonde ferite nella società valdostana”.
 

Classe 1981, giornalista pubblicista. Ho studiato all’Università di Bologna ma non abbastanza.
Scrivo quello che c’è da scrivere, in genere di politica. Amo David Foster Wallace e indosso sempre gli occhiali da sole.

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