Politica
Ultima modifica: 19 giugno 2018 alle ore 18:52

Congresso Stella Alpina, fra toni moderati e stoccate al vetriolo

Aosta -Grandi opere e Salvaprecari, i temi sul tavolo. Ma anche alleanze, dove privilegiato è il rapporto con gli autonomisti, soprattutto l'Union. Il dibattito è stato acceso, tanti gli interventi: tra questi, qualche frecciata a Fédération e Pdl.

Congresso Stella Alpina

Parola d’ordine: tenere il basso profilo
"Nell’anno che ci separa dalle prossime elezioni regionali vi raccomando di non andare a raccontare in giro che siamo il partito migliore che c’è". Nella breve relazione finale, il segretario della Stella Alpina Rudi Marguerettaz ha voluto ammonire i suoi, che lungo tutto il pomeriggio di ieri, sabato, 2 giugno, hanno partecipato ad una accesa serie di interventi, nell’ambito del congresso del partito all’Hostellerie du Cheval Blanc di Aosta. "Il nostro taglio è di basso profilo – spiega il rieletto segretario – perciò niente trionfalismi: in una fase storica in cui si è passati dalla magnificenza della politica alla sua scomparizione, noi siamo cresciuti avvicinandoci alla gente".

Stella Alpina e ‘il momento per menar fendenti’
Sulla stessa linea, è stato anche l’intervento precedente, del consigliere aostano Carlo Marzi: "I moderati sono coloro che in maniera seria usano più le orecchie che la bocca, è una questione matematica, perchè sono due contro una". Il capogruppo Flavio Serra ha applicato, invece, la teoria "marzista" alla prassi del consiglio comunale del capoluogo: "Ci siamo detti che ogni tanto dobbiamo alzare il tiro, ma questo non vuol dire cercare visibilità". "Certe operazioni – continua Serra – le può fare Fédération Autonomiste che ha solo due voti, ma i nostri voti pesano, per cui ogni eventuale azione va concordata anche con il gruppo regionale". Gli Stella Alpina, insomma, saranno anche moderati, ma nei 35 interventi pomeridiani hanno dimostrato di sapere come menare fendenti. Ad esempio, quando un delegato si è lamentato della scarsa visibilità del movimento sui giornali, il presidente Maurizio Martin ha replicato, quasi asettico: "noi non siamo come l’Union Valdtaine, che è proprietaria di due settimanali locali".

Grandi opere e Salvaprecari
Tema ricorrente del congresso sono state le grandi opere. A detta sia di Marguerettaz che dell’assesore Marco Viérin "eccetto l’ospedale e il nuovo polo universitario, le altre sono da rinviare, in attesa di tempi economici migliori". Delio Donzel, poi, si immerge nella questione: "Dobbiamo saperci meritare l’autonomia, per questo dobbiamo fare attenzione che le grandi opere non diventino qualcosa per cui veniamo additati da fuori Valle, perchè non le sappiamo gestire". Altro argomento di spicco, è stata la Salvaprecari: "questa risposta non è stata sufficiente – ha commentato Marguerettaz – è bene che si cerchino soluzioni migliori".

L’altro tema caldo: regionali e alleanze
Sul fronte delle alleanze, è stata ribadita la precedenza del "tavolo autonomista". Se da una parte, però, si è voluto far emergere una certa intesa con l’Union Valdotaine, dall’altra i rapporti con la terza forza autonomista di maggioranza, Fédération, sono apparsi, di tanto in tanto, più nebulosi. Complice è stato anche il finale di intervento del vicepresidente unionista Ugo Voyat, nella mattinata dedicata ai saluti politici degli altri partiti. "Le alleanze – ha detto Voyat, rivolgendosi al tavolo della segreteria – le decideremo da soli, noi con voi". Interrogato a parte, Voyat corregge il tiro: "per ‘voi’ intendevo gli altri autonomisti", ma la reazione dei trecento delegati, tra la sorpresa, gli applausi e i mezzi sorrisi, è sembrata piuttosto eloquente. Tanti applausi hanno interrotto anche l’intervento di Donzel, quando ha definito Stella Alpina "un movimento autonomista, che non si piega nè a destra nè a sinistra".

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