Politica
Ultima modifica: 20 giugno 2018 alle ore 4:41

Bilancio regionale, pronta una variazione da 45 milioni

Aosta - Ad annunciarlo, dopo la II^ Commissione, l'Assessore alle Finanze Testolin. In lavorazione anche l'emendamento per recuperare il Bon de chauffage. Critica la minoranza: "i 100 milioni tanto sbandierati - spiega Chatrian - non ci sono".

La II^ Commissione regionale "Affari generali"

Una variazione sul bilancio regionale previsionale 2018/20 di 45 milioni di euro. Questo il provvedimento illustrato questa mattina, in II^ Commissione, “Affari generali”, dall’Assessore alle Finanze Renzo Testolin.

“Sono 45 milioni di maggiori entrate – ha spiegato l’assessore dopo l’audizione –, con 55 milioni di spese previste per riportare il bilancio in pareggio. Le maggiori entrate arrivano dalla distribuzione dei dividendi e dagli introiti dal Traforo del Monte Bianco, deliberati ad ottobre ma arrivati nelle casse della Regione nei giorni scorsi”.

Ma non solo: “Una parte deriva dai dividendi di Finaosta – prosegue Testolin –, mentre 20,9 milioni arrivano da fondi di rotazione che è possibile usare a causa di leggi non più utilizzate o abrogate. 2 milioni 600mila euro, invece, derivano da introiti sui sovra-canoni del Bim”.

Riguardo le polemiche scaturite dall’abolizione, con tanto di retromarcia dell’assessore Guichardaz, del “Bon de Chauffage” e sui fondi all’agricoltura Testolin aggiunge: “È in itinere la presentazione di alcuni emendamenti specifici da presentare alla prossima Commissione”.

Una Commissione quindi piuttosto “interlocutoria” che ha lasciato l’amato in bocca nei componenti della minoranza: “Il dato politico che emerge – ha spiegato Albert Chatrian, Alpe – è che i famosi 100 milioni tanto sbandierati sono persi, non si toccano, ci è stato detto che non si possono utilizzare.  Ne restano 55, ed entro dopodomani ci faranno avere la proposta di emendamento per capire dove si taglierà”.

Critico anche Pierluigi Marquis, Sa-Ac-Pnv: “Per fare una programmazione seria – ha spiegato – devi avere un quadro chiaro, quadro che non ci è stato ancora dato. In questo modo diventa difficile orientare le scelte dell’amministrazione”.

Classe 1981, giornalista pubblicista. Ho studiato all’Università di Bologna ma non abbastanza.
Scrivo quello che c’è da scrivere, in genere di politica. Amo David Foster Wallace e indosso sempre gli occhiali da sole.

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