Politica

Aosta, i giardini della stazione saranno intitolati ad Emilio Lussu

Aosta - La decisione è arrivata oggi in Consiglio comunale. Andrione: "Poniamo così rimedio ad una grande dimenticanza, senza Lussu il nostro Statuto non sarebbe stato così".

Giardinetti Via Conseil des Commis

Stamattina era arrivato il parere positivo da parte della Soprintendenza, e questo pomeriggio è arrivata l’unanimità dal Consiglio comunale di Aosta: i giardini pubblici – il cosiddetto “Parco della stazione” – andranno presto verso una notevole novità, ripensando alla loro nascita, oltre cent'anni anni fa. Nati infatti a fine '800 per celebrare la scomparsa del primo Re d'Italia, Vittorio Emanuele II, saranno intitolati ad Emilio Lussu.

Un’assemblea, quella del Capoluogo, generalmente piuttosto litigiosa ma che ha trovato – nella figura dello scrittore e politico sardo morto quasi 43 anni fa, il 5 marzo 1975 e che fu tra i relatori nel 1948 alla Costituente dello Statuto speciale della Valle d’Aosta – un punto di unione.

La decisione prende il via da una mozione scritta da Étienne Andrione, consigliere del Gruppo misto che, in aula prende atto di buon grado dell’intitolazione: “Ringrazio il Consiglio per aver colto l’importanza di questa occasione e che si è fatto interprete dell’Aosta che vogliamo. Forse questo è un lavoro che avrebbe dovuto fare la Regione, ma è un bene che noi abbiamo preso l’iniziativa e che loro ci abbiano seguito. Poniamo così rimedio ad una grande dimenticanza, perché spesso pensiamo che quanto abbiamo ottenuto con lo Statuto l’abbiamo fatto da soli e che quel che viene dall’esterno sia un pericolo. Questo non è vero, e senza Lussu il nostro Statuto non sarebbe stato così. Lui che inoltre era italiano, anti-separatista, insulare ma anche patriota”.

Un uomo di grande apertura che – spera Andrione – possa avere un effetto di rimbalzo anche sulla Valle d’Aosta: “In momento in cui fatichiamo a trovare una identità comune evitiamo che l’Autonomia sia confusa con la ‘chiusura’ o con il senso, errato, di una autosufficienza completa”.

Classe 1981, giornalista pubblicista. Ho studiato all’Università di Bologna ma non abbastanza.
Scrivo quello che c’è da scrivere, in genere di politica. Amo David Foster Wallace e indosso sempre gli occhiali da sole.

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