Politica
Ultima modifica: 20 giugno 2018 alle ore 1:08

Aosta, Bassa Valle, Celva e Confcommercio: alleanza contro la desertificazione commerciale

Aosta -Firmato questa mattina un protocollo d'intesa per coordinare le azioni tra Enti locali e mondo del commercio. Gli scopi sono accedere ai fondi Ue per la promozione della dimensione urbana e uniformare regolamenti commerciali e burocrazia dell'impresa.

Pierantonio Genestrone firma il protocollo

Raccogliere i fondi europei per la promozione della dimensione urbana e frenare la desertificazione commerciale nei centri dei paesi: con questo scopo, i sindaci di Aosta, Châtillon, Saint-Vincent, Vèrres, Donnas e Pont-Saint-Martin hanno firmato oggi un protocollo d'intesa assieme a Confcommercio Valle d'Aosta e al Celva.

"Questa convenzione ci vedrà impegnati per tre anni – spiega il presidente Celva Franco Manes – e hanno aderito i comuni medio-grandi, ovvero quelli maggiormente interessati ai fenomeni che gli obiettivi del programma europeo Strategia Europa 2020 vogliono arginare".

L'idea di far cooperare Enti Locali e associazioni di commercianti era partita nello scorso aprile dal presidente Anci Piero Fassino e da Carlo Sangalli, guida nazionale di Confcommercio. "I Comuni si impegneranno a fornire le proprie competenze – spiega Manes – mentre l'associazione dei commercianti si occuperà di organizzare l'ascolto partecipato dei suoi iscritti".

"È interessante affermare il particolare metodo di partecipazione a questa iniziativa – afferma il consulente Confcommercio Ezio Donzel – si mettono insieme enti locali, associazioni e partner privati, tutti soggetti che portano istanze territoriali, con lo scopo di sviluppare progetti su tematiche urbanistiche di rigenerazione urbana e industriale".

In parole povere lo scopo principale è quello di cercare strategie soprattutto per frenare la chiusura dei negozi nei borghi e nei centri storici dei paesi coinvolti. Non è ancora chiaro che tipo di progetti saranno messi in campo, se non che devono prevedere l'imput e la partecipazione dei privati e se ricevessero l'ok sarebbero interamente finanziati dall'Ue.

"Al di là di recuperare questi fondi – spiega Manes – un primo obiettivo sarà quello di avere un momento di confronto e di studio per uniformare in meglio i regolamenti delle attività commerciali oppure le domande e le autorizzazioni per fare impresa".

"Questa intesa ci permetterà di lavorare meglio per salvare la piccola distribuzione, magari legandola all'indotto turistico", spiega Pierantonio Genestrone. "Da questo tavolo – aggiunge il sindaco di Châtillon Tamara Lanaro – vogliamo formulare da subito un invito a uscire di casa e vivere i propri borghi, senza ricorrere sempre alla grande distribuzione".

Ho 35 anni, una laurea di primo grado in Lettere moderne e forse tra poco una di secondo grado in Scienze storiche, all’università di Torino. Ho scritto molto sul sistema delle finanze pubbliche della Valle d’Aosta. Mi piacciono le ostriche, l’Ottocento francese, gli Odezenne, Montale, il ramen e i video con i labrador. Adoro lo scotch, ma mi fa male. Scrivo per lo più di politica e amministrazione.

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