Economia e lavoro
Ultima modifica: 20 Giugno 2018 alle ore 1:07

100 anni di Cogne Acciai Speciali, 15 mila visitatori nello stabilimento aostano

Aosta -L'azienda ha aperto le porte ai visitatori, per festeggiare il suo centenario. Centoz: "Aosta è tale grazie alla Cogne". Marzorati: "Pronti a nuovi investimenti nell'automobile e l'aerospaziale".

Il sindaco Centoz saluta la celebrazione dei 100 anni

"Aosta è indissolubilmente legata alla sua fabbrica e oggi non avremmo questa città senza questa azienda siderurgica". Il sindaco di Aosta Fulvio Centoz ha insistito molto sull'impatto dal punto di vista geografico e urbanistico che la Cogne Acciai Speciali ha avuto nei confronti del Capoluogo. L'azienda, che dai primi anni '90 è guidata dalla famiglia svizzera Marzorati, tra ieri e oggi festeggia i suoi 100 anni dalla fondazione, aprendo le sue porte a chiunque voglia visitare lo stabilimento.

Dalle 9 di questa mattina, un'enorme folla di visitatori, 15 mila in tutto, ha percorso l'area e i capannoni a nord dello stabilimento, dall'entrata che si affaccia su via Paravera, passando oltre il ponte sul torrente Buthier interno alla fabbrica, per uscire dall'accesso su via Valli Valdostane.

Il sindaco è intervenuto all'apertura dei cancelli, ricordando l'importanza come presenza fisica Cogne Acciai Speciali che, contando anche l'area a sud di via Lavoratori Vittime del Col du Mont, corrisponde ad un sesto della superficie totale di Aosta. "Nel nel 1948 gli operari della erano 9 mila e 419 – racconta Centoz – circa la metà degli abitanti di allora della città".

Sono stati ricordati "le migliaia di uomini e donne passati da qui, che hanno lasciato una traccia che va ben oltre queste mura": compresi, durante la benedizione del vescovo di Aosta Franco Lovignana, coloro che in questo secolo di storia hanno perso la vita sul lavoro.

Parlando di Cogne Acciai Speciali, non si è potuto non menzionare il quartiere Cogne, quartiere operaio nato, concepito e sviluppatosi su spinta dell'azienda: "grande come l'80 per cento della città all'interno delle mura romane", ha sottolineato il sindaco. Anche la linea ferroviaria Aosta – Pré-Saint-Didier, ora chiusa, nasce dall'impulso del comparto siderurgico. "Visivamente l'area industriale della Cogne impedisce da ormai un secolo ai cittadini aostani la vista della Dora Baltea – continua Centoz – creando con la ferrovia una netta cesura tra la città e il fiume che faticosamente si sta cercando di costruire".

Nelle prospettive e nel futuro dell'azienda, che oggi occupa stabilmente 1020 persone, si inserisce il "Progetto Cogne 2016", un protocollo d'intesa recentemente tra azienda, Regione e Aosta, che riguarda appunto l'impatto ambientale ed estetico delle nuove costruzioni e le problematiche della viabilità. Non solo però, perché si continua a ragionare anche sul modello di sviluppo industriale: "L'obiettivo è quello di trasformare l'azienda sempre di più da una produzione di progetti standard a quella di prodotti speciali – spiega il presidente Cas Roberto Marzorati – nei prossimi due-tre anni si punterà ancora di più sull'automobile e l'areospaziale".

Un'area di mille metri quadri, chiamata "Piccola fucina", dovrà essere recuperata per il collaudo e lo stoccaggio di nuovi acciai inox e super leghe, rivolti al mercato chimico, energetico e all'aerospace: "Noi siamo ansiosi di fare investimenti in nuovi macchinari nei prossimi 2-3 anni – afferma Marzorati – e speriamo che Vda Structure (la partecipata regionale proprietaria delle mura dello stabilimento, ndr) sia più rapida nel ristrutturare l'area".

Oltre all'apertura della fabbrica di oggi, i festeggiamenti hanno coinvolto ieri i locali della Cittadella dei giovani, dove sono stati premiati con il titolo di “Ancien Travailleur Cogne” cinque ex dipendenti: Alberto Jammaron, Lorenzo Rotta, Nelly Perino, Paolo Piassot e Serafino Parenti. Nella stessa occasione, il “Premio Fedeltà Cogne” è stato consegnato ai dieci dipendenti con maggiore anzianità di servizio: Saverio Sergi, Franco Bagnoli, Marco Ruffino, Claudio Cerise, Walter Spigolon, Charmé Henriet, Giorgio Baruzzi, Antonietta Baggio, Luana Salzone e Monica Pirovano.

I nuovi investimenti sulla produzione, secondo Marzorati, "non prevedono chissà quale aumento dal punto di vista numerico dei nostri impiegati, ma un aumento di specializzazione dei già occupati: l'idea è di far diventare gli attuali operai dei tecnici".

Ho 35 anni, una laurea di primo grado in Lettere moderne e forse tra poco una di secondo grado in Scienze storiche, all’università di Torino. Ho scritto molto sul sistema delle finanze pubbliche della Valle d’Aosta. Mi piacciono le ostriche, l’Ottocento francese, gli Odezenne, Montale, il ramen e i video con i labrador. Adoro lo scotch, ma mi fa male. Scrivo per lo più di politica e amministrazione.

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