Cultura e spettacolo, Foire d'été 2017

Non solo “Foire”, l’estate della tradizione attraversa tutta la Valle con le Mostre permanenti

Aosta - Comincerà domattina in piazza Chanoux, e durerà fino al 30 luglio, la 64ª Mostra concorso. Attorno all'evento, però, l'artigianato rivive con le mostre delle lavorazioni tipiche valdostane, dalla Dentelles ai Drap di Valgrisenche, fino ai Sabot di Ayas.

Sabot

Comincerà domattina, nel 'salotto buono' di Aosta in piazza Chanoux, e durerà fino al 30 luglio, la 64ª Mostra concorso dell'artigianato valdostano di tradizione, con 331 artigiani selezionati e che, da quest'anno, combina il grande artigianato tipico con le eccellenza enogastronomiche valdostane.

Degustazioni che vanno dai vini ai formaggi, ma anche al caffè, le confetture, le birre artigianali, le tisane ed i liquori di aziende come Vival, La Conca di By, Lucianaz Snc, La Cascina d'Orléans, il Birrificio B63 e tanti altri.

In attesa della 49ª Foire d'É, però, è sempre l'artigianato tipico a svelare i suoi capolavori, come testimoniato dalle mostre permanenti delle lavorazioni tipiche valdostane collaterali agli eventi di piazza Chanoux, prova tangibile della passione tramandata dalle mani esperte degli artigiani, sviluppate in zone specifiche della Regione. Tra queste spicca Maison di Pitz a Cogne, dove poter ammirare le Dentelles, i caratteristici pizzi lavorati al tombolo. Oppure i Drap di Valgrisenche, la mostra dei tipici tessuti in lana tessuti ancora come nel Rinascimento.

Sempre sul piano dei tessuti non si può mancare l'appuntamento a Champorcher, dove sono in mostra, in località Chardoney, i tessuti in canapa noti come Chanvre de Champorcher, mentre a Ayas si possono ammirare i Sabot di Ayas, le tradizionali calzature in legno. Nella vallata affianco, invece, la Valle del Lys, sono ancora le calzature a farla da padrona, con i Sock detti anche Pioun (rispettivamente in Walser e in francoprovenzale) de Gressoney, le colorate pantofole ricamate realizzate in panno di lana pesante o in “drap”.

Classe 1981, giornalista pubblicista. Ho studiato all’Università di Bologna ma non abbastanza.
Scrivo quello che c’è da scrivere, in genere di politica. Amo David Foster Wallace e indosso sempre gli occhiali da sole.

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