FOTOCultura e spettacolo
Ultima modifica: 20 giugno 2018 alle ore 3:05

Festa di San Giorgio e Giacomo, la processione a Saint-Martin prima della grande chiusura

Aosta - A mezzogiorno di oggi, la banda municipale e circa 150 persone hanno accompagnato la processione dei due santi, guidata dal parroco della chiesa don Albino Linty-Blanchet, tra corso Saint-Martin-de-Corléans, via Furggen e viale Europa.

Una processione che ricalca quella di San Giorgio Morgeto, con le pesanti statue, copie delle originali calabresi, di San Giorgio e Giacomo, trasportate intorno all'isolato della chiesa di Saint-Martin ad Aosta. A mezzogiorno di oggi, la banda municipale, gli organizzatori della festa dei calabresi e circa 150 persone hanno accompagnato la processione dei due santi, guidata dal parroco della chiesa don Albino Linty-Blanchet, tra corso Saint-Martin-de-Corléans, via Furggen e viale Europa.

Il corteo si è sciolto dove era partito dopo una quarantina di minuti, sul sagrato della chiesa, tra gli applausi alle statue, alcuni colpi di fuochi d'artificio e la tradizionale distribuzione finale di pane e uova sode ai presenti.

“In Valle d'Aosta 5 mila dei tanti calabresi presenti sono di San Giorgio – racconta il presidente del comitato della festa, l'imprenditore edile Giuseppe Tropiano – oramai siamo alla terza generazione, visto che i primi sangiorgesi sono arrivati nel 1918-19, soprattuto per lavorare nelle miniere o nell'acciaieria”.

Tropiano ha poi fatto un bilancio di questa 26ª edizione della festa: “Come presenze siamo ai livelli dell'anno scorso, nonostante siamo stati disturbati dal maltempo – racconta – quest'anno come novità abbiamo inserito la gara di terantella dei più giovani, con ragazzini fino ai 14 anni”.

Ha suscitato molti interesse, secondo Tropiano, uno stand culturale dedicato a San Giorgio Morgeto, “dove sono esposte foto risalenti dalla fine dell'800 fino agli anni '60 del '900 delle attività della vita di tutti i giorni degli abitanti del paese, raccolte dal fotografo e pittore sangiorgese Rinaldo De Maria”.

Interrogato per un commento sull'iniziativa in Consiglio comunale contro i fuochi d'artificio della festa dei calabresi, portata qualche settimana dal gruppo della Lega Nord e dal consigliere Etienne Andrione, Tropiano sostiene che “se si parla di inquinamento allora la questione riguarda tutte le sagre, ma è stata scelta la nostra festa solo per ragioni politiche di chi ha fatto quest'iniziativa”.

“La festa di San Giorgio e Giacomo è una festa della Valle d'Aosta a tutti gli effetti – continua Tropiano – è un omaggio alla terra che ci ha accolti e ci ha dato la possibilità di realizzarci, ma alla cui crescita abbiamo anche contribuito, con il nostro lavoro”.

Ho 35 anni, una laurea di primo grado in Lettere moderne e forse tra poco una di secondo grado in Scienze storiche, all’università di Torino. Ho scritto molto sul sistema delle finanze pubbliche della Valle d’Aosta. Mi piacciono le ostriche, l’Ottocento francese, gli Odezenne, Montale, il ramen e i video con i labrador. Adoro lo scotch, ma mi fa male. Scrivo per lo più di politica e amministrazione.

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