Cultura e spettacolo
Ultima modifica: 19 giugno 2018 alle ore 17:12

E’ piaciuto anche quest’anno Celtica, il festival degli oltre 200 eventi

Courmayeur - A chiudere l’edizione 2010 il Trofeo Camac/Celtica per arpa celtica che per la prima volta è stato riportato da Chiara Pedrazzetti davanti a Lina Bellard e Athy Matteucci. A suonare “Greenlands” l’Inno delle nazioni celtiche anche Maura Susanna.

Athy Matteucci, l’arpista argentino

Un pubblico delle grandi occasioni ha seguito anche quest’anno gli oltre 200 eventi organizzati da Celtica, il festival di musica e cultura celtica, andato in scena nello scorso weekend.

A chiudere l’edizione 2010 della manifestazione il Trofeo Camac/Celtica per arpa celtica che per la prima volta è stato vinto da Chiara Pedrazzetti. L'artista ha conquistato il podio per la sua originalità, tecnica e passione. Il premio è stata un’arpa celtica del valore di  2.100 euro. Al secondo posto la francese Lina Bellard  alla quale è andata un’arpa celtica del valore di  1.300 euro. Terzo gradino del podio, infine, per Athy Matteucci, l’arpista argentino tra gli artisti che si sono esibiti in questi giorni a Celtica. Athy ha vinto l’arpa del valore di  1.000 euro. I dieci finalisti del trofeo si sono giocati il podio domenica pomeriggio al Forte di Bard dove si è chiusa con grande successo questa quattordicesima edizione del Festival Celtico più alto d’Europa.

“Un’edizione bella, buona e di valore
– ha sottolineato il direttore artistico Riccardo Taraglio volendo riprendere il termine con cui nella cultura ellenica si definiva l’ideale di perfezione umana – E’ stata un’edizione bella per i gruppi e le persone presenti, sempre più consapevoli di cosa rappresenti e cosa sia Celtica. Abbiamo avuto gruppi di altissimo livello che hanno dimostrato la loro professionalità anche in momenti più complessi. Celtica si svolge in un bosco, un luogo naturale soggetto ai movimenti naturali, tra cui il maltempo che ci ha colpiti in particolare venerdì sera. Celtica si adatta a questi cambiamenti e abbiamo perciò subito fatto saltare i concerti occupandoci della sicurezza dei presenti e dei modi per farli scendere a valle dopo il piccolo evento franoso che aveva bloccato temporaneamente la strada comunale della Val Veny. Grazie ai vigili del fuoco e agli uomini della Forestale tutto è stato rimesso a posto e la strada è stata riaperta. Il programma è stato così rimesso in piedi, tutto come previsto, grazie alla disponibilità ed elasticità degli artisti”.

Tra gli appuntamenti della quattro giorni celtica da ricordare il primo grande concerto allo stadio Puchoz di Aosta che ha radunato circa 2000 persone a ballare i ritmi tribali dei Caledonia, guidati dal carismatico Tu-Bardh Wilson, a imitare le gesta delle giovani ballerine della Dominic Graham School of Irish Dance,  e ad ascoltare la prima uscita italiana dei Red Hot Chilli Pipers, i musicisti scozzesi.

In 450 sono saliti al lago del Miage venerdì mattina per assistere al concerto di arpa di Vincenzo Zitello, che il 14 agosto rappresenterà Celtica Valle d’Aosta al Festival Celtico più importante del mondo, quello di Lorient in Bretagna.

I concerti serali di venerdì e sabato sul palco del bosco del Peutery, cuore pulsante di Celtica, hanno richiamato come sempre migliaia di persone che hanno atteso fino a notte inoltrata il magico momento di “Greenlands” l’Inno delle nazioni celtiche. E’ questo uno dei momenti più d’impatto e di forza di Celtica, un momento amato da pubblico e artisti, che all’unisono, come un unico grande gruppo, intonano e suonano il brano che li unisce sotto un’unica grande bandiera, quella delle nazioni celtiche. Un momento suggestivo e di grande impatto che ha visto quale special guest la cantautrice valdostana Maura Susanna al fianco di grandi artisti e musicisti internazionali.

39 anni, giornalista professionista e mamma di tre pesti. Appassionatamente curiosa. Adoro cucinare ma anche mangiare. Quando non sono in redazione mi trovate in montagna oppure su un divano con il mio inseparabile ebook reader.

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