Cronaca
Ultima modifica: 20 Giugno 2018 alle ore 1:24

Tre auto distrutte in un incidente all’incrocio dell’aeroporto, a Saint-Christophe

Saint-Christophe -Lo scontro, avvenuto verso le 22, ha coinvolto tre mezzi, pesantemente danneggiati. Fortunatamente lievi le conseguenze per le persone coinvolte: il ricovero in ospedale è scattato solo per una 27enne aostana, con un trauma a una caviglia.

Incidente a Saint-Christophe

Tre auto distrutte sono il bilancio dell’incidente verificatosi ieri sera, poco prima delle 22.20, sulla statale 26, all’altezza dell’incrocio per l’aeroporto, nel comune di Saint-Christophe. Le conseguenze per gli automobilisti, presi in carico dal 118, sono infatti state fortunatamente lievi: ricoverata in ospedale, nel reparto di ortopedia, c’è solo una 27enne di Aosta, che ha riportato un trauma alla caviglia.

L’impatto ha coinvolto un suv Toyota Rav4, una Fiat Sedici e una Citroen DS3. Sul luogo sono intervenuti i Vigili del fuoco, che hanno proceduto alle complesse operazioni di rimozione dei veicoli e ripristino della carreggiata. Le stesse, visto l’interessamento di buona parte dell’incrocio, si sono protratte per quasi due ore, causando rallentamenti del traffico sulla statale.

La portata dello scontro, e i riflessi sulla circolazione, hanno fatto sì che sul luogo convergessero, oltre ai Vigili del fuoco e alle ambulanze, diverse pattuglie delle forze dell’ordine: Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. La ricostruzione della dinamica sta impegnando gli inquirenti, ma l’ipotesi iniziale è che il Suv, proveniente dalla direzione Torino, nello svoltare verso l’aeroporto abbia urtato la Citroen, in arrivo in senso opposto. In quel momento, in uscita dalla strada del “Corrado Gex” c’era la Fiat, finita anch’essa nella carambola.

La cronaca non dorme mai. Cerco di tenerlo a mente e l’insonnia atavica è preziosa alleata. 45 anni, a lungo addetto stampa di enti ed istituzioni, quando non sono in Tribunale o Procura inseguo la sufficienza come papà, marito e radioamatore. Per il resto, fotografia (meglio se velivoli), sport americani e una sola certezza: il mondo va oltre Pont-Saint-Martin.

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