Cronaca
Ultima modifica: 20 Giugno 2018 alle ore 3:30

Tre anni e due mesi di carcere all’agente arrestato per la droga e i telefonini ai detenuti

Aosta -Per David Grosso, 43 anni, di Aosta, finito in manette nel novembre 2014, anche una multa da 2.200 euro. Il Pubblico ministero Luca Ceccanti aveva chiesto 8 anni di carcere.

Tre anni e due mesi di reclusione, assieme a 2.200 euro di multa, sono la pena inflitta oggi, mercoledì 11 ottobre, dal Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Aosta, Giuseppe Colazingari a David Grosso, 43 anni, di Aosta.

L’uomo, un agente di Polizia penitenziaria arrestato nel novembre 2014 dagli uomini della Squadra Mobile della Questura, era accusato di vari episodi di corruzione, di istigazione alla corruzione, di abuso d’ufficio, di traffico di stupefacenti e di truffa, contestatigli nell’esercizio delle sue funzioni, all’interno della casa circondariale di Brissogne.

In particolare, la tesi d’accusa, a seguito d'indagini in collaborazione con la stessa Polizia penitenziaria, era relativa al fatto che Grosso avesse fornito telefoni cellulari ai detenuti, dietro compenso, cedendo loro anche stupefacenti. Le truffe riguardavano, invece, la falsificazione di certificati di malattia, poi utilizzati per non presentarsi sul lavoro.

Addebiti gravi, per i quali il pubblico ministero Luca Ceccanti, nell’udienza di oggi del processo, svoltosi con rito abbreviato e protrattosi per lo sviluppo di varie perizie tecniche, aveva chiesto una condanna dell’imputato ad 8 anni di carcere

Il Gup Colazingari ha assolto Grosso, difeso dall’avvocato Corrado Bellora, da uno degli addebiti di corruzione, riqualificando l’imputazione in abuso d’ufficio per gli altri casi. Per lo spaccio di droga ha inoltre riconosciuto l’applicazione del quinto comma, legato alla tenuità delle modalità e all’esiguità della quantità di stupefacente. 

“Non posso che essere soddisfatto, ma spero in un’ulteriore riduzione della pena”, ha commentato il legale dell’imputato, al termine dell’udienza, annunciando da subito la presentazione del ricorso in appello contro la sentenza di oggi

La cronaca non dorme mai. Cerco di tenerlo a mente e l’insonnia atavica è preziosa alleata. 45 anni, a lungo addetto stampa di enti ed istituzioni, quando non sono in Tribunale o Procura inseguo la sufficienza come papà, marito e radioamatore. Per il resto, fotografia (meglio se velivoli), sport americani e una sola certezza: il mondo va oltre Pont-Saint-Martin.

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