Cronaca

Rigopiano, parla Adriano Favre: “Non c’è visibilità, ma lavoriamo per garantire soccorsi sicuri”

Aosta - Da ieri, il direttore del Soccorso Alpino Valdostano è in Abruzzo, nella zona dell’emergenza assieme a Valerio Segor, responsabile dell’Ufficio valanghe della Regione. Il primo luogo in cui sono stati inviati è stato proprio il resort travolto dalla neve.

I soccorritori in azione all'hotel Rigopiano, a Farindola.

Hanno lavorato assieme, dal loro arrivo in Abruzzo, Adriano Favre e Valerio Segor, il direttore del Soccorso Alpino Valdostano e il responsabile dell’Ufficio valanghe della Regione, partiti dalla Valle ieri, venerdì 20 gennaio, per rinforzare il dispositivo di Protezione civile attivato nell’Italia centrale, a seguito delle violente scosse di terremoto e del prolungato maltempo. 

Anche i due tecnici valdostani, come già i quattro finanzieri del SAGF di Entrèves, quale prima destinazione, una volta raggiunta l’area dell’emergenza, sono stati immediatamente inviati a Farindola, comune del pescarese in cui sorgeva l’hotel Rigopiano, dove continuano, ormai da tre giorni, le ricerche degli ospiti del resort travolto da una valanga.

“Il nostro compito – spiega Favre al telefono, mentre si trova al centro di coordinamento attivato a  Penne – è di compiere delle valutazioni sulla sicurezza dei siti, ragionando su eventuali criticità che potrebbero ancora verificarsi. Non mi riferisco solo al cantiere dell’albergo, ma anche, più in generale, alle zone in cui, per esempio, devono essere ancora aperte delle strade e serve effettuare i controlli sulla pericolosità residua prima di farvi entrare dei mezzi”.

A rendere tutto più difficile, però, è il maltempo, che continua ad imperversare sulla zona, complicando maledettamente la vita dei soccorritori. “C’è poca visibilità e questo rende impossibile agli elicotteri alzarsi in volo. – aggiunge il Direttore del SAV – Per i nostri approfondimenti, il problema non è indifferente: si possono raggiungere quote più basse di quelle a cui servirebbe osservare il territorio. Cerchiamo quindi di sviluppare delle valutazioni con gli elementi di cui riusciamo a disporre”.

Visto in prima persona, anche per Adriano Favre, guida alpina e soccorritore non certo digiuno di distacchi nevosi (e soprattutto dei loro effetti), l’hotel Rigopiano “fa una certa impressione”, per come appare ora. “Al di là dell’essere stato letteralmente spostato di una quindicina di metri dalla sua posizione originaria, – aggiunge – la neve ne ha polverizzato la struttura. I solai sono collassati. Basti pensare che parliamo di una costruzione che si sviluppava per quattro piani”.

E’ proprio questo effetto ad indirizzare, dalle ultime ore, le operazioni di soccorso. “Le squadre cercano di introdursi nei punti in cui sono stati trovati dei superstiti – spiega Favre – per creare dei cunicoli. Si lavora spostando un pezzo dopo l’altro. Dopo questa fase, le operazioni saranno di smontaggio materiale della struttura”. 

Sul luogo, al momento, il dispiegamento di forze è massimo, “il problema è che permangono delle criticità ancora in grado di creare dei problemi a chi sta intervenendo. Assieme a Valerio Segor cerchiamo di fornire tutte le indicazioni utili per coordinare al meglio le operazioni, con i soccorritori in sicurezza”.

La cronaca non dorme mai. Cerco di tenerlo a mente e l’insonnia atavica è preziosa alleata. 45 anni, a lungo addetto stampa di enti ed istituzioni, quando non sono in Tribunale o Procura inseguo la sufficienza come papà, marito e radioamatore. Per il resto, fotografia (meglio se velivoli), sport americani e una sola certezza: il mondo va oltre Pont-Saint-Martin.

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