Cronaca

Raggira un anziano riuscendo a rifilargli una banconota falsa: condannato ad 8 mesi

Aosta - Lo scorso 17 febbraio, a Pont-Saint-Martin. Vincenzo Nobile, 24enne di Acerra, ha avvicinato la vittima, sostenendo di conoscerla e di volerle regalare della verdura. Poi, repentinamente, gli ha chiesto dei soldi, offrendo 100 euro da cambiare.

Sembra una truffa mutuata da un film “poliziottesco” di fine anni settanta. Di quelli con Bruno Corbucci in regia e Tomas Milian nel ruolo del poliziotto “di strada”. Però, è accaduto davvero: a Pont-Saint-Martin, il 17 febbraio 2016. Fortunatamente, in un’altra similitudine con il grande schermo, la legge ha individuato il responsabile, che stamattina è stato condannato dal giudice monocratico del Tribunale di Aosta, Marco Tornatore, a otto mesi di reclusione.

Vincenzo Nobile, 24 anni, originario di Acerra (Napoli), era chiamato a rispondere di “spendita e introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate”. Quel giorno aveva avvicinato un anziano che si stava recando dal medico. Costui, testimoniando in aula, ha raccontato che il giovane gli si era rivolto dicendo: “non mi riconosci, sono il figlio di Antonio il muratore?”.

Sfortuna (ma fortuna per il delinquente) ha voluto che l’anziano, in passato, avesse avuto davvero una persona con quel nome alle sue dipendenze. Ciò è bastato per dare considerazione al ragazzo. “Mi ha detto che mi voleva regalare della verdura – è continuata la deposizione – e mi ha infilato una cassetta di ortaggi in auto”. Dopo poco, però, l’individuo inizia a chiedere dei soldi per quel “regalo”.

“Voleva 20 euro – ha detto ancora al giudice il teste – e io ho guardato nel portafoglio. Avevo solo una banconota da 10 e una da 50. Mi ha detto che andava bene, che mi avrebbe dato 100 euro e che mi avrebbe seguito mentre andavamo a cambiare, per ottenere così il resto mancante”. I due si recano a Pont-Saint-Martin, in paese. Il giovane aspetta l’anziano, che prova a cambiare la banconota in uno dei luoghi dove doveva recarsi quel mattino per delle commissioni, ma non ci riesce, perché trova l’attività chiusa.

“Quando sono uscito, – si è concluso il racconto – lui non c’era più. Ho chiesto a una vigilessa in strada se lo avesse visto e mi ha spiegato che il giovane si era allontanato. A quel punto, avendo trovato strano l’accaduto, sono stato negli uffici della Polizia locale e quei 100 euro, verificati con una loro apparecchiatura, sono risultati falsi”.

Il raggirato ha quindi sporto denuncia. Fortunatamente, la targa del mezzo del giovane era stata notata. Da quel dato, i Carabinieri del comando stazione di Donnas sono risaliti a una parente di Nobile, che ha spiegato di aver dato in uso a lui il mezzo. A carico del giovane, durante le indagini, sono emersi anche precedenti specifici e, dopo il riconoscimento fotografico dell’anziano, è scattata la denuncia per l’episodio di Pont-Saint-Martin.

L’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Sara Pezzetto, ha chiesto 2 anni e 6 mesi di reclusione e 750 euro di multa. La difesa di Nobile, l’avvocato Vivianne Bellot del foro di Aosta, ha invocato l’assoluzione per il suo cliente (“perché il fatto non sussiste”) e, in subordine, l’applicazione del minimo della pena. Il giudice Tornatore ha optato per 8 mesi. La differenza con “Er Fibbia” di “Squadra Antitruffa” sta tutta nel fatto che la condanna, in questo caso, non è finzione.

La cronaca non dorme mai. Cerco di tenerlo a mente e l’insonnia atavica è preziosa alleata. 45 anni, a lungo addetto stampa di enti ed istituzioni, quando non sono in Tribunale o Procura inseguo la sufficienza come papà, marito e radioamatore. Per il resto, fotografia (meglio se velivoli), sport americani e una sola certezza: il mondo va oltre Pont-Saint-Martin.

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