Cronaca
Ultima modifica: 20 giugno 2018 alle ore 5:14

Probabilmente un malore alla base di un incidente ad Aosta: 68enne in condizioni critiche

Aosta - L’uomo, un aostano al volante di una Skoda station wagon, ha perso il controllo dell’auto ed è entrato dritto nella rotonda in fondo a via Garibaldi. Ha urtato una Fiat Punto su cui viaggiavano padre e figlia di Issime: non sono gravi.

I primi soccorsi dopo l'incidente.

Era alla guida della sua Skoda station wagon, intento a percorrere via Garibaldi, ad Aosta. Per cause in via di accertamento – l’ipotesi prevalente, al momento, è un malore – ha perso il controllo dell’auto, che è entrata dritta nella rotonda in fondo alla strada, finendo la sua corsa contro il muretto che la delimita e urtando una Fiat Punto in arrivo da via Clavalité.

E’ la prima ricostruzione della dinamica di un incidente avvenuto nella mattinata di oggi, lunedì 28 maggio, poco dopo le 7.30. L’uomo, un 68enne aostano, è stato soccorso incosciente dall’ambulanza del 118. E’ in ospedale, attualmente ricoverato nel reparto di Rianimazione, in prognosi riservata. Sull’altra vettura coinvolta nel sinistro viaggiavano padre e figlia, rispettivamente 50 e 17 anni, di Issime: sono rimasti entrambi feriti e trasportati anche loro al “Parini”, e sono stati dimessi dal Pronto Soccorso dopo gli accertamenti diagnostici. 

Sul luogo, oltre al soccorso sanitario e alla Polizia locale (con la Sezione infortunistica per i rilievi dell’incidente e per raccogliere le testimonianze utili a ricomporre il “film” dell’accaduto ed altre pattuglie per regolare la viabilità, fortemente perturbata nei primi momenti, visto il traffico di pendolari a quell’ora), i Vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza i due mezzi, poi rimossi. La circolazione è ora normale nella zona.

La cronaca non dorme mai. Cerco di tenerlo a mente e l’insonnia atavica è preziosa alleata. 45 anni, a lungo addetto stampa di enti ed istituzioni, quando non sono in Tribunale o Procura inseguo la sufficienza come papà, marito e radioamatore. Per il resto, fotografia (meglio se velivoli), sport americani e una sola certezza: il mondo va oltre Pont-Saint-Martin.

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