Cronaca
Ultima modifica: 20 giugno 2018 alle ore 2:05

Patteggia 2 anni e 4 mesi il giovane che guidava l’auto su cui morì Matteo Guerrisi

Aosta - Stamane, in Tribunale, l’udienza preliminare a carico di Nicholas Lucchini, 29 anni, di Aosta. Si è trattato del primo procedimento per omicidio stradale, in Valle d’Aosta, da quando è stato introdotto il reato. L’incidente avvenne il 15 maggio 2016.

Ha scelto di patteggiare, Nicholas Lucchini, il 29enne di Aosta imputato di omicidio stradale, per l’incidente in cui, il 15 maggio 2016, morì Matteo Guerrisi, 26 anni, che viaggiava a bordo della sua auto. Il giudice Davide Paladino – dinanzi al quale si è tenuta l’udienza preliminare, il primo procedimento in Valle d’Aosta da quando è stato introdotto questo reato – ha inflitto al giovane due anni e quattro mesi di reclusione. Il patteggiamento prevede la possibilità di misure alternative al carcere.

L’accusa era rappresentata dal Pubblico ministero Carlo Introvigne. I due giovani avevano trascorso la serata in una discoteca e stavano rincasando sulla Opel Corsa di Lucchini. Lo schianto si era verificato alle 5.50 di mattina, alle porte di Aosta. Urtato un cordolo in uscita dalla rotonda “Sogno”, sulla statale 26, in direzione del capoluogo regionale, l’auto si era capovolta. Matteo Guerrisi era stato estratto in condizioni critiche dal mezzo ed era morto quattro giorni dopo all’ospedale “Parini”, dov’era ricoverato in rianimazione, a causa del trauma cranico riportato. 

Sull’incidente, la Procura aveva disposto una perizia dalla quale è emersa una velocità del mezzo (calcolata tramite i “frames” di una telecamera della zona) di 120 km/h, contro i 50 del limite nel tratto stradale interessato. Inoltre, a Lucchini era stato rilevato un tasso alcoolemico di 1,4 g/l, cioè quasi tre volte più del consentito dalla legge. Il quadro tecnico del tragico schianto si completava con il fatto che l’autovettura era sprovvista di airbag laterali, montava i pneumatici invernali e Guerrisi non indossava le cinture.

La cronaca non dorme mai. Cerco di tenerlo a mente e l’insonnia atavica è preziosa alleata. 45 anni, a lungo addetto stampa di enti ed istituzioni, quando non sono in Tribunale o Procura inseguo la sufficienza come papà, marito e radioamatore. Per il resto, fotografia (meglio se velivoli), sport americani e una sola certezza: il mondo va oltre Pont-Saint-Martin.

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