Cronaca

Passeur “sbadato” patteggia un anno: diretto in Francia, lo fermano al Gran San Bernardo

Aosta - Akram Ben Dhaou, 30 anni, di origini tunisine, è stato arrestato nel pomeriggio di ieri, mercoledì 8 agosto, dalla Polizia di frontiera. A bordo dell'auto che guidava, tre uomini senza documenti, che si sono dichiarati suo fratello e due cugini.

Il viaggio era iniziato a Milano e doveva concludersi verosimilmente in Francia, luogo di residenza di uno dei suoi protagonisti. È finito però prima della destinazione, quando la vettura condotta da un trentenne di origini tunisine è stata fermata dalla Polizia di Frontiera al tunnel del Gran San Bernardo, nel pomeriggio di ieri, mercoledì 8 agosto. Gli agenti hanno controllato i tre passeggeri, che sono risultati sprovvisti di documenti e, per l’uomo al volante, Akram Ben Dhaou, è scattato l’arresto, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Un episodio non infrequente, ma al giudice monocratico del Tribunale di Aosta Davide Paladino, dinanzi al quale l’imputato è stato condotto stamattina per l’udienza di convalida del fermo e per il giudizio direttissimo, non è sfuggita l’incongruenza del passaggio al traforo verso la Svizzera. Una scelta non solo destinata ad allungare l’itinerario, ma anche un incremento smisurato del rischio per un “passeur”, visti i controlli ancora più rigidi, derivanti dalla frontiera con uno Stato extra Ue. Chiestone conto all’arrestato, il magistrato si è sentito rispondere candidamente: “Ho sbagliato strada”.

I passeggeri si sono dichiarati fratello e due cugini di Ben Dhaou. Non è chiaro se lo abbiano fatto nel tentativo di discolpare il conducente, ma ciò non ha avuto riflessi sul processo. L’imputato – difeso dall’avvocato Giovanni Borney – ha patteggiato un anno di reclusione e trentamila euro di multa (pena sospesa). L’accusa era rappresentata dal pubblico ministero Carlo Introvigne. La sentenza include la confisca della vettura su cui i quattro viaggiavano.

La cronaca non dorme mai. Cerco di tenerlo a mente e l’insonnia atavica è preziosa alleata. 45 anni, a lungo addetto stampa di enti ed istituzioni, quando non sono in Tribunale o Procura inseguo la sufficienza come papà, marito e radioamatore. Per il resto, fotografia (meglio se velivoli), sport americani e una sola certezza: il mondo va oltre Pont-Saint-Martin.

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