Cronaca

“Maicol a terra a pochi metri da me”: la testimonianza di uno dei giovani in campo

Aosta -Non vuole apparire, è ancora provato dalla tragedia, ma ha visto tutto e, insieme ad altri, ha prestato i primi soccorsi a Maicol Castelnuovo

Maicol Castelnuovo

“Ho deciso di raccontare come sono andate le cose perché ho letto tante cavolate e non mi sembra giusto nei confronti di Maicol e della sua famiglia”. Inizia così l’intervista a uno dei giovani che nel pomeriggio di ieri, venerdì 23 giugno, era in campo con Maicol Castelnuovo mentre lui si è sentito male.

Non vuole apparire, è ancora provato dalla tragedia che gli ha portato via un collega di calcetto e un amico, chiede discrezione per se e per altri. Ma era lì a pochi metri da Maicol, ha visto tutto e, insieme ad altri, gli ha prestato i primi soccorsi “non dimenticherò mai ciò che è accaduto, del resto non capita tutti i giorni di veder morire una persona a un metro da te”. 

“Mentre stavamo battendo un calcio d’angolo – ci racconta – Maicol è caduto, sembrava scivolato e nessuno di noi ha capito cosa stava accadendo, tant’è che l’azione di gioco è continuata”. Maicol avrebbe provato anche a rialzarsi, senza riuscirci del tutto per riaccasciarsi lentamente a terra subito dopo.

Nessuna pallonata ricevuta al petto, “durante la partita iniziata da 10 minuti ha fatto due parate ma si è rialzato bene, senza problemi” così come non sarebbero veritiere le voci che girano e che dicono che Maicol avesse già dei problemi. "Di una cosa sono sicuro: prima della partita abbiamo riso e scherzato, stava bene, non aveva nessun problema”.

Descrive un grande senso di impotenza di tutti di fronte al malore dell’amico. “Non sapevamo che fare, né noi, né le forze dell’ordine: in tanti, in campo e fuori, abbiamo chiamato l’ambulanza, Maicol faceva fatica a respirare, era come incosciente ”. Ma non era in arresto cardiaco, sostiene il nostro testimone.

In campo è intervenuto anche il medico dell’organizzazione che aveva il defibrillatore, “ma non è stato mai usato perché lui non ha mai smesso di respirare finché era in campo e il medico che gli teneva il polso continuava a dire che batteva". Il medico avrebbe dato indicazioni di tenerlo fermo e di chiamare l’ambulanza.   

Soccorsi tempestivi? Il nostro testimone non ne è convinto: “in queste situazioni il tempo sembra eterno è vero, e saranno i giudici a stabilire queste cose”. Però aggiunge: “l’ambulanza che è arrivata in piazza non aveva le sirene e procedeva lenta, come se non avesse capito la gravità della situazione”.

Le ultime parole sono tutte per l'amico che ha perso la vita: "è assurdo, Maicol era un ragazzone di 1 metro e 90, aveva 24 anni, si allenava quattro volte a settimana, forse il più in forma di noi in quella partita, è incredibile che accadano cose così". 

Ho 44 anni e sono giornalista professionista. Nonostante la laurea in Scienze della Comunicazione, ho trovato lavoro fondando, insieme ad altri, questo quotidiano online. Grazie alla mia proverbiale saggezza in redazione mi chiamano “mental coach”, mentre per gli amici sono “la nonna”. Nel tempo libero mi piace leggere, viaggiare, camminare e stare con gli amici.

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