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I primi 50 anni della Forestale valdostana tra orgoglio ed emozioni: l’album delle celebrazioni

Aosta - Chiuse oggi, sabato 17 marzo, con una cerimonia a Palazzo regionale, le iniziative per sottolineare il cinquantesimo anniversario del Corpo Forestale della Valle d’Aosta. Il presidente Viérin: “si festeggia una parte importante della nostra autonomia”.

Orgoglio, emozione e voglia di continuare ad essere attori protagonisti nella gestione dell’ambiente in Valle. Sono gli stati d’animo affiorati con più ricorrenza durante la celebrazione del 50° anniversario della fondazione del Corpo Forestale della Valle d’Aosta, nella mattinata di oggi, sabato 17 marzo, a Palazzo regionale.  

Del primo si è fatto interprete, prendendo la parola dinanzi ad una platea di autorità, Sindaci e rappresentanti delle altre forze dell’ordine, il comandante Flavio Vertui, ricordando che “i problemi che oggi la comunità si trova ad affrontare sono sempre più complessi”. In particolare, ha elencato: “gestire sempre meglio le foreste”, “conciliare la fauna selvatica con i danni alle colture” e mettere a valore “le coltivazioni, tanto importanti per la sicurezza dei nostri versanti”. “Su questi temi – ha affermato Vertui, in Forestale dal 1988 – credo che il Corpo possa e debba avere un ruolo importante nella ricerca di soluzioni, certo non da solo”.

Il Capo dei forestali valdostani ha quindi esortato donne e uomini in divisa a “mantenere e rinsaldare i punti di forza che ci hanno consentito di adempiere ai nostri compiti: professionalità, attenzione alle esigenze e conoscenza del territorio”, oltre a ringraziare i Vigili del fuoco, professionisti ed effettivi, per la collaborazione nell’azione di contrasto agli incendi estivi, in una stagione in cui il problema è stato particolarmente attuale, con numerosi eventi ed una superficie andata bruciata “contenuta in 37 ettari”.

Numerosi ricordi hanno solcato invece l’intervento dell’Assessore all’Agricoltura e risorse naturali Alessandro Nogara, che dalle fila del Corpo proviene professionalmente e ha in effetti esordito evocando “tanti anni fa, quando ho fatto il corso”, epoca in cui “non immaginavo certo che sarei stato qui oggi” in veste istituzionale. Dopo aver ribadito che “i forestali devono essere dei punti di riferimento per le comunità, soprattutto nelle valli laterali, perché in quelle realtà si trova il contatto diretto con la gente”, ha concluso con una considerazione sulla natura del Corpo, in più occasioni enunciata pubblicamente, di “fiore all’occhiello” dell’Amministrazione.

“E’ vero, – ha aggiunto Nogara – lo è. Però, l’Amministrazione stessa, la politica e i funzionari devono ascoltare di più il Corpo. E’ un insieme di lavoratori che non ha mai voluto imporre nulla, ma a volte dalle stazioni arrivano esigenze per cui faccio appello ai funzionari ad ascoltare di più”. Infine, la citazione dall’omelia della messa celebrata prima della cerimonia, in cui la forestale valdostana è stata dipinta come “un segno di speranza, per il territorio e le giovani generazioni”: “ecco – ha concluso l’Assessore – spero che quel segno continui per almeno, esagero, altri 100 anni”.

A chiusura degli interventi istituzionali, il presidente della Regione Laurent Viérin si è soffermato sul fatto che “festeggiare l’anniversario del Corpo Forestale della Valle d’Aosta significa celebrare una parte importante della nostra autonomia” ed ha individuato alcune “sfide che per il futuro dovremo considerare”. Su tutte, il “ritrovare equilibrio nelle forme di presidio”, perché “la riduzione della territorialità non sempre è stata accompagnata dai risultati che spesso si auspicavano quando è stata messa in campo tale scelta”. Infine, la riaffermazione della difesa orgogliosa della Forstale “ogni volta che usciamo dai nostri confini, perché qui il Corpo esiste ancora, diversamente da altre realtà dove sono state fatte scelte comunque legittime, ed è a fianco di tutte le forze che ogni giorno lavorano per la legalità”.

Le celebrazioni, che ieri pomeriggio hanno avuto un prologo rappresentato da un dibattito sui Corpi forestali nelle Regioni e nelle Province autonome (uniche realtà dove non è scattato l’accorpamento all’Arma dei Carabinieri disposto nel resto d’Italia), sono state animate dalla Banda municipale di Aosta e dal coro del Corpo, che ha eseguito gli inni dei forestali valdostani “Oh Vallons, Oh Forêts”, della Regione “Montagnes Valdôtaines” e il “Canto degli Italiani” di Mameli, oltre a “Mon Pays Natal”, dedicato ai colleghi scomparsi. A conclusione della cerimonia, la consegna di lodi ed encomi al personale distintosi per meriti di servizio. E se la “vita inizia a 50 anni”, le premesse di una stagione altrettanto interessante per il Corpo Forestale della Valle d’Aosta paiono proprio esserci tutte.

La cronaca non dorme mai. Cerco di tenerlo a mente e l’insonnia atavica è preziosa alleata. 45 anni, a lungo addetto stampa di enti ed istituzioni, quando non sono in Tribunale o Procura inseguo la sufficienza come papà, marito e radioamatore. Per il resto, fotografia (meglio se velivoli), sport americani e una sola certezza: il mondo va oltre Pont-Saint-Martin.

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