Cronaca

Corruzione sotto il Cervino, Trasino due ore dal pm

Aosta - L’ingegnere di Saint-Christophe sentito nel pomeriggio di oggi, lunedì 3 dicembre, dal pm Ceccanti. Domani in programma gli interrogatori dei soci Edilvu Loreno Vuillermin e Renza Dondeynaz.

Trasino e legaleL'ingegner Trasino (a destra) con l'avvocato Feno.

Circa due ore in Procura, nel pomeriggio di oggi, lunedì 3 dicembre, per Corrado Trasino. Il libero professionista di Saint-Christophe, indagato nell’ambito dell’inchiesta “Do Ut Des” su un giro di corruzione in appalti pubblici, è stato interrogato dal pm Luca Ceccanti, che gli contesta la turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, in particolare in una gara bandita in ambito Anas, per i servizi tecnici legati alla variante di Etroubles.

La figura dell’ingegnere 54enne emerge anche – nell’ordinanza del Gip Giuseppe Colazingari che, dal 20 novembre scorso, lo ha sottoposto all’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria – come colui che avrebbe “segnalato”, all’allora sindaco di Valtournenche Deborah Camaschella (che non risulta, ad ora, indagata), la disponibilità del funzionario Fabio Chiavazza (in carcere dal mattino del “blitz” dei Carabinieri) al trasferimento nel Municipio all’ombra del Cervino da Saint-Pierre, dove era in servizio.

L’interrogatorio di oggi fa seguito a quelli, compiuti la scorsa settimana dal sostituto procuratore Ceccanti, allo stesso Chiavazza (considerato dagli inquirenti l’“addomesticatore” di almeno sei gare esperite dal comune di Valtournenche, che si era avvalso della facoltà di non rispondere), e di Ivan Vuillermin, uno dei tre soci agli arresti domiciliari dell’impresa Edilvu di Challand-Saint-Victor, ritenuta la ditta a favore della quale il tecnico comunale “intercedeva” più spesso nel “pilotare” le gare.

Riguardo Vuillermin, che aveva invece scelto di rispondere alle domande del pm, il Gip Colazingari ha rigettato, negli scorsi giorni, l’istanza depositata all’interrogatorio di garanzia, tenutosi venerdì 23 novembre scorso, dal suo difensore, l’avvocato Antonio Fino di Torino. La richiesta era di sostituire la detenzione al domicilio con una misura meno afflittiva, “quantomeno che possa andare nei cantieri”, aveva spiegato l’avvocato. Per ora, tuttavia, Ivan Vuillermin dovrà restare in casa.

Le indagini continuano a spron battuto, con l’analisi del contenuto degli oltre 50 personal computer e della documentazione sequestrati durante le perquisizioni della scorsa settimana (effettuate anche nei confronti di soggetti non indagati), e con gli interrogatori del pm Ceccanti, che domani ha in programma di sentire gli altri due soci Edilvu per cui è scattata una misura cautelare, Loreno Vuillermin e Renza Dondeynaz. Dinanzi al Gip, diversamente da Ivan ed analogamente a Chiavazza, avevano deciso di restare in silenzio. Si capirà se la loro strategia difensiva muterà.

La cronaca non dorme mai. Cerco di tenerlo a mente e l’insonnia atavica è preziosa alleata. 45 anni, a lungo addetto stampa di enti ed istituzioni, quando non sono in Tribunale o Procura inseguo la sufficienza come papà, marito e radioamatore. Per il resto, fotografia (meglio se velivoli), sport americani e una sola certezza: il mondo va oltre Pont-Saint-Martin.

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