Cronaca

Continuano le indagini sulla valanga di Chamolé: sentito il direttore della scuola Cai

Aosta - La Guardia di finanza, su delega del pm Menichetti, lo ha ascoltato come persona informata sui fatti. E’ emerso che non esistono figure gerarchiche intermedie tra lo stesso direttore e il direttore del corso cui partecipava il gruppo in Valle d’Aosta.

Valanga Pila Lago Chamolé

Continuano le indagini della Procura di Aosta sulla valanga che, lo scorso 7 aprile, sul col Chamolé, sopra Pila, ha fatto due vittime, tra i partecipanti ad un corso avanzato di sci alpinismo. La Guardia di Finanza, su delega del pubblico ministero Eugenia Menichetti, ha sentito – in qualità di persona informata sui fatti – il direttore della scuola Cai “Pietramora”, formata dalle sezioni di Cesena, Faenza, Forlì, Imola, Ravenna e Rimini dell’associazione, organizzatrice dell'uscita che si svolgeva in Valle.

Nell’occasione, è stato accertato che non esistono figure gerarchiche intermedie tra lo stesso direttore della scuola e il direttore (indagato) del corso. Il fascicolo aperto dalla Procura vede iscritti, per disastro e omicidio colposi, sei istruttori della scuola: Vittorio Lega, 51 anni, istruttore nazionale Cai di scialpinismo di Faenza e direttore del Corso; Leopoldo Grilli, 44 anni, della sezione Cai di Imola; Alberto Assirelli, 50 anni di Ravenna; Paola Marabini, 56 anni di Faenza; Giacomo Lippera, 45 anni di Rimini; Matteo Manuelli, 43 anni di Imola.

Gli ultimi due erano stati ricoverati in ospedale ad Aosta, perché travolti ed estratti dalla valanga, dal fronte di 250 metri, che aveva percorso un dislivello di 600 metri, uccidendo Roberto Bucci, 28enne di Faenza, snowboarder partecipante al corso, e Carlo Dall’Osso, 52 anni di Imola, settimo istruttore del Cai che accompagnava il gruppo, trascinato dalla massa nevosa che l’ha travolto nelle acque gelide del lago Chamolé. Nei prossimi giorni è attesa dal pm una nuova relazione del Soccorso Alpino della Guardia di finanza di Entrèves (una prima serie di risultanze era stata consegnata all'indomani dei fatti), centrata particolarmente su alcuni aspetti tecnici del distacco.

La cronaca non dorme mai. Cerco di tenerlo a mente e l’insonnia atavica è preziosa alleata. 45 anni, a lungo addetto stampa di enti ed istituzioni, quando non sono in Tribunale o Procura inseguo la sufficienza come papà, marito e radioamatore. Per il resto, fotografia (meglio se velivoli), sport americani e una sola certezza: il mondo va oltre Pont-Saint-Martin.

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