Cronaca

Ammanchi di cassa a Confindustria-Edile, ex Presidente a processo

Aosta - Ieri, al Tribunale di Aosta, la prima udienza a carico dell’ex presidente della Sezione edile dell’associazione industriali. In una memoria difensiva, l’imputato ammette ammanchi per 400mila euro, ma la Procura gli contesta oltre il doppio.

Federico Jacquin

È arrivato ieri, giovedì 6 dicembre, in aula, al Tribunale di Aosta, il caso degli ammanchi di cassa riscontrati, nel 2017, nella contabilità della Sezione edile di Confindustria Valle d’Aosta. Imputato di appropriazione indebita è il 70enne di Issogne Federico Jacquin, all’epoca dei fatti Presidente del ramo dell’associazione dedicato al mattone, che ha gestione e conti separati dal resto dell’organizzazione. Proprio nel periodo in cui era emersa la vicenda, verso la fine dell’anno, Jacquin aveva lasciato il timone a Gian Luca Berger.

Tramite il suo avvocato Oliviero Guichardaz, l’ex “numero uno” degli edili di Confindustria ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato. Contemporaneamente, è stata depositata al giudice monocratico Marco Tornatore una memoria difensiva in cui, sostanzialmente, viene ammesso un ammanco di circa 400mila euro. La motivazione sarebbe nelle difficoltà in cui, al tempo, a causa della crisi che iniziava a mordere il mercato immobiliare, versava l’azienda di Jacquin, che avrebbe tentato di “rimettersi in sella”.

Sulla cifra indicata nel documento, tuttavia, non c’è identità di vedute con l’accusa. La Procura, nel chiamarlo in giudizio, contesta infatti all’imprenditore della bassa Valle un’appropriazione indebita da oltre 800mila euro, cioè il doppio. La Sezione Edile di Confindustria, per parte sua, si è costituita parte civile con l’avvocato Davide Sciulli, dopo aver ottenuto dal Gip, durante le indagini, il sequestro di una quota sulla pensione dell’imputato. Jacquin, in un’intervista rilasciata all’epoca, aveva riferito di essere pronto a rimborsare volontariamente, ma non risulta all’associazione che ciò sia avvenuto.

L’udienza di ieri mattina si è chiusa con il giudice Tornatore che ha ammesso l’imputato al rito abbreviato, modalità in cui la sentenza si basa unicamente sugli atti processuali, saltando la fase di eventuali testimonianze, e che permette di fruire, in caso di condanna, di un terzo di sconto sulla pena. Il processo riprenderà il prossimo 1° marzo.

La cronaca non dorme mai. Cerco di tenerlo a mente e l’insonnia atavica è preziosa alleata. 45 anni, a lungo addetto stampa di enti ed istituzioni, quando non sono in Tribunale o Procura inseguo la sufficienza come papà, marito e radioamatore. Per il resto, fotografia (meglio se velivoli), sport americani e una sola certezza: il mondo va oltre Pont-Saint-Martin.

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