Politica
Variazione di bilancio, tagli più o meno importanti a tutti i settori e stop al Bon de Chauffage
Aosta - Il Dl è stato approvato lunedì in Giunta. Previsto l'accantonamento di 100 mln di euro per lo Stato e individuate 45 milioni di euro da Finaosta, Bim e Traforo del Monte Bianco.

Tagli più o meno importanti a tutti i settori, con lo stop dal 2018 e fino al 2020 del Bon de Chauffage. E’ questa in estrema sintesi la variazione di bilancio, varata lunedì dalla Giunta regionale e che approderà nei prossimi giorni in Commissione, per arrivare infine in aula il 26 marzo.

Il disegno di legge dice addio, per rispettare quanto chiesto dallo Stato, a buona parte di quel famoso “tesoretto” di 130 milioni, contenuto nel bilancio regionale approvato il 20 dicembre scorso. Con l’ultima legge di stabilità il Governo Gentiloni ha previsto per la nostra regione accantonamenti  a titolo di concorso alla finanza pubblica per:  99.326.970 di euro per il 2018,  28.615.505 per il 2019 e per  8.615.505,75 per il 2020. La norma è stata impugnata nelle scorse settimane davanti alla Consulta ma in attesa del pronunciamento la Regione ha deciso di dar corso alle richieste “per assicurare il rispetto dell’equilibrio di bilancio cui la Regione è obbligata nel regime di pareggio di bilancio al quale è transitata, dall’anno 2017”.

Senza più i 100 milioni di euro dovuti allo Stato la Giunta ha individuato 45 milioni di euro per dar corso ad almeno una parte delle promesse fatte con l’ultimo bilancio. Fra tutte le assunzioni dei forestali, come ha ricordato lo stesso Presidente della Regione, Laurent Viérin, durante la conferenza stampa di Giunta di lunedì.

I 45.464.000 di euro di maggiori entrate che verranno iscritte con la variazione di bilancio - se approvata -  arrivano: da Finaosta, 20,9 milioni di euro, ovvero da somme giacenti e non destinate ad alcun utilizzo su diversi fondi di rotazione regionali, dagli utili della Società traforo del Monte Bianco per 11,9 milioni di euro e di Finaosta per 10 milioni di euro, dai trasferimenti dovuti dal  BIM per sovracanoni idroelettrici per 2.600.000 euro.

I tagli
Il disegno di legge, nei suoi 16 articoli, diminuisce di 3,2 milioni di euro l’importo complessivo delle risorse disponibili per la finanza locale e, in particolare, quelle relative ai trasferimenti con vincolo settoriale di destinazione. Sempre sui comuni viene ridotto lo stanziamento del Piano straordinario di investimenti.

Un milione di euro viene tolto alla spesa sanitaria di parte corrente e altri 5 milioni per la parte investimenti.  Un milione e 100mila euro vengono presi dagli interventi in materia di politiche del lavoro, in particolare per quanto riguarda la formazione e i contributi alle assunzioni, “tenuto conto che il periodo di attività verrà ridotto rispetto alle previsioni iniziali.”

Stop dal 2018 e fino al 2020 al Bon de Chauffage con l’azzeramento del finanziamento autorizzato.

Viene poi posticipato al 2020 il trasferimento finanziario di 2,2 milioni di euro previsto per il 2018 a favore dell’ex Istituto per l’assegno vitalizio.

Altri tagli riguardano le autorizzazioni di spesa previste da leggi regionali. Ad esempio la legge 17 approvata ad agosto 2016 “Nuova disciplina degli aiuti regionali in materia di agricoltura e sviluppo rurale” dovrà per il 2018 far a meno di circa 7 milioni di euro (dentro ci sono ad esempio le rassegne Arev) mentre la legge 5 del 2001 sull’organizzazione delle attività regionali di protezione civile perde 4,7 milioni di euro e un altro milione viene tolto alla legge 84 del 1993 relativa agli interventi regionali per la ricerca e lo sviluppo.

Guardando ai singoli settori i tagli più significativi riguardano: l’Assessorato alla Cultura e Istruzione che vede 2,6 milioni di euro in meno per la tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali e 1,4 milioni per l’Istruzione e il diritto allo studio (edilizia scolastica), 3,6 per i servizi istituzionali, generali e di gestione, 7,9 milioni per lo sviluppo sostenibile e la tutela del territorio e dell’ambiente, 2,8 ai trasporti e al diritto alla mobilità (di cui 1,5 per il trasporto ferroviario e 1,3 per la viabilità e infrastrutture stradali), 2,2 per il soccorso civile, 2,7 per la tutela della salute, 3 milioni allo sviluppo economico e competitività, 1,1 per le politiche del lavoro e della formazione, 6,3 per l’agricoltura, politiche agroalimentari e pesca e 2,8 per energia e diversificazione delle fonti e 940mila euro per le politiche sociali.

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