Cronaca
Valanga della Valgrisenche, la Procura indaga per omicidio colposo
Aosta - Al vaglio degli inquirenti la posizione di due guide alpine, entrambe francesi, che accompagnavano un gruppo di una decina di persone, in cui sciava Luis Bejar Frias, 28enne spagnolo deceduto. Concesso il nulla-osta al rimpatrio della salma.

La Procura della Repubblica di Aosta ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a seguito della valanga caduta ieri, domenica 4 marzo, in tarda mattinata in Valgrisenche, sotto la quale ha perso la vita uno sciatore spagnolo di 28 anni, Luis Bejar Frias di Madrid. In particolare, al vaglio degli inquirenti vi è la posizione di due guide alpine, entrambe francesi, che accompagnavano una decina di sciatori, tra i quali i quattro travolti dalla massa nevosa. Il distacco è avvenuto in prossimità della località Chalet, nella parte bassa dell’itinerario di heliski che parte dal colle Giasson (3217 metri).

Dagli accertamenti condotti sin da ieri pomeriggio dagli uomini del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Entrèves, coordinati dal pubblico ministero Luca Ceccanti, è emerso che la comitiva stava scendendo a valle quando, in un passaggio a a circa 2600 metri di altitudine, la valanga è partita a monte ed ha investito cinque persone, di varie nazionalità. Quattro sono finite nella neve, fino ad un metro e cinquanta di profondità. 

I soccorsi sono stati prestati anzitutto dagli altri sciatori, poi è arrivato il Soccorso Alpino Valdostano, riuscendo ad estrarre vivi tre dei coinvolti (un francese 55enne, un inglese di 59 e uno statunitense di 51). Per il quarto, il ventottenne di Madrid, non c’è stato purtroppo nulla da fare. Un quinto partecipante alla discesa di heliski (un altro uomo di nazionalità americana, 49enne) è stato marginalmente coinvolto. Tutti i feriti, trasportati in ospedale, sono stati dimessi nella prima serata di ieri, con diagnosi di traumi lievi e, per gli estratti dalla neve, dopo aver compensato una lieve ipotermia.

Quest’oggi, a Courmayeur, sono giunti i familiari di Luis Bejar Frias che ha perso la vita, il cui corpo è nella camera mortuaria del paese. La Procura ha già concesso il nulla osta al rimpatrio della salma e le operazioni formali di riconoscimento hanno già avuto luogo.

Ipotizzando lo stesso reato, omicidio colposo, la Procura indaga sull’altra valanga che ha scosso la Valle negli scorsi giorni, quella staccatasi giovedì 2 marzo scorso nel canalone di Visaille, in Val Veny. In questo caso, la posizione in via di accertamento è quella di una guida alpina tedesca, che accompagnava il gruppo di freeriders in cui si trovava una delle tre vittime della massa nevosa che ha letteralmente invaso, in due distacchi a distanza ravvicinata, il passaggio affollato, in quel momento, da diciotto sciatori intenti nel fuoripista. Tre i morti: il trentacinquenne Federico Mighetto, di Torino;  il tedesco Jorg Hans Brommer, di 57 anni, e Costantin Michel Didisheim, di 26 anni, belga.

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