Cronaca
Spaccio di eroina e cocaina al quartiere Cogne di Aosta, iniziato il processo per dieci imputati
Aosta - Due di loro (Noureddine Badri, 32 anni, e Samantha Muscatelli, 24, hanno proposto il patteggiamento. Tutti gli altri hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato. Prossima udienza, in cui il Gup si esprimerà sulle richieste, il 16 novembre.

A quattro mesi e mezzo da quattro arresti ed altre sei misure cautelari è iniziato oggi, mercoledì 27 settembre, al Tribunale di Aosta, il processo nato dall’operazione “Regina di cuori” della Squadra Mobile della Questura. Alla sbarra ci sono dieci persone, alle quali vengono contestate ipotesi di reato legate allo spaccio di stupefacenti, sulla piazza cittadina ed in particolare al quartiere Cogne. Oltre a documentare il traffico, soprattutto di eroina e cocaina, durante le indagini gli agenti avevano sequestrato 180 grammi di eroina e 40 grammi di cocaina.

Stamani, dinanzi al giudice per l’udienza preliminare Paolo De Paola e con l’accusa rappresentata dal pubblico ministero Eugenia Menichetti, gli imputati, tramite i loro difensori, hanno avanzato le richieste relative ai riti con cui intendono essere giudicati, scegliendone tutti di alternativi (che originano uno sconto sull’eventuale pena finale). In particolare, Noureddine Badri (32 anni) e Samantha Muscatelli (24 anni) hanno proposto il patteggiamento, con ipotesi in subordine di rito abbreviato, qualora la scelta non trovasse il consenso.

Gli altri otto - Giuseppina Lo Bello (49), Giuseppe Pandolfino (48), Vito Andrea Cama (42 anni), Francesco Ursida (56), Giuseppe Pronesti (34), Carmelo Baldari (36), Stefania Salvatore (46) e Loris Caffarati (25) - hanno chiesto di andare a processo con rito abbreviato. L’udienza è quindi stata rinviata al prossimo 16 novembre, occasione in cui il Gup si esprimerà (acquisito anche l’avviso della Procura) sulle richieste di giudizio alternativo.

L’operazione “Regina di cuori” era stata condotta all’alba del 3 maggio scorso dalla Squadra Mobile, a seguito di indagini andate dal settembre 2016 al gennaio successivo. Il nome dell’attività di indagine era stato ispirato dalla nomea che precedeva Giuseppina Lo Bello nell’ambiente, la “regina”.

Era lei che, secondo quanto ricostruito dai poliziotti, tirava le fila dello spaccio sulla piazza aostana e si occupava dei rifornimenti di stupefacente a Milano. Assieme alla donna era finito in carcere suo marito, Pandolfino, arrestato alla fine dell’anno scorso in flagranza di reato. Il terzo personaggio chiave della vicenda, Badri, ritenuto il “fornitore” dei due era stato rintracciato nel capoluogo lombardo, perché evaso dagli arresti domiciliari e destinatario di un ordine di carcerazione per quattro anni e cinque mesi di reclusione.

Il gruppo, secondo quanto emerso dalle indagini della Mobile, riusciva a piazzare ogni giorno dalle 40 alle 50 dosi di eroina o cocaina. Un “volume d’affari” significativo, tanto che lo spaccio era stato notato dai residenti che lo avevano segnalato alla Polizia e tale da far sì che ogni due giorni scattassero i viaggi di rifornimento verso Milano. Se ne occupava personalmente la Lo Bello, durante la notte, anche perché dalle 7 alle 20 era soggetta ad obbligo di dimora ad Aosta.

Per la Polizia, in quei trasferimenti la accompagnavano gli “autisti” Cama e Ursida. “Soldati” dello spaccio, in particolare nei pressi della scuola media “Cerlogne” e della bocciofila del Quartiere Cogne, ma anche direttamente a domicilio (per i clienti più affezionati) erano inizialmente Pronesti e la Muscatelli. Compivano le consegne in bici, ma c’erano state divergenze con Lo Bello e Pandolfino, che li avevano quindi sostituiti con Baldari e la Salvatore.

Non collegato ai principali indagati, ma definito dagli inquirenti “spacciatore molto attivo” era invece Caffarati, fermato nello scorso novembre a Ivrea, quand’era di ritorno da un rifornimento nel milanese. Per sfuggire ai controlli degli agenti, si era disfatto, buttandola via, di una cinquantina di grammi di eroina.

Nel corso delle indagini, gli agenti avevano identificato ottanta consumatori, “tra i 30 e i 50 anni, alcuni spiantati” avevano spiegato in Questura all’epoca degli arresti. L’“organizzazione” comprava a Milano a 20 euro al grammo l’eroina e a 50 la cocaina. La rivendita ad Aosta avveniva in bustine da 0,4 grammi, al prezzo rispettivamente di 20 e 40 euro. Durante le perquisizioni effettuate a casa di Giuseppina Lo Bello la Polizia ha trovato anche 60 grammi di marjiuana e 20 grammi di eroina, un bilancino, buste per il confezionamento e oltre 1700 euro. 

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