Cronaca
“Quando in un territorio piccolo c’è mafia, vuol dire che il tessuto sociale l’ha ricevuta"
Aosta - Lo ha detto il procuratore generale di Torino, Francesco Saluzzo, ad Aosta in occasione dell'insediamento di Giancarlo Avenati Bassi quale procuratore capo facente funzione. Sull'accaduto: "la vicenda Longarini è personale, il lavoro qui va avanti”.

I primi passi di Giancarlo Avenati Bassi come Procuratore capo di Aosta sono all’insegna dell’operatività. Arriva al secondo piano del palazzo di via Ollietti quando sono passate da poco le 9, occupa l’ufficio che fu di Marilinda Mineccia (Pasquale Longanini rimase in quello in cui era da pubblico ministero), dopodiché si riunisce con i sostituti Ceccanti, Introvigne e Menichetti. 

Alle 10.20, l’arrivo che nessuno si aspetta. Nel corridoio della Procura si presentano il Procuratore generale di Torino, Francesco Saluzzo, e l’avvocato generale dello Stato nel capoluogo piemontese, Giorgio Vitari. I due si uniscono alle riunioni in corso, dopodiché, in una pausa dell’incontro con i pm, si concedono ai giornalisti.

“E’ importante dire che - esordisce il procuratore Saluzzo - la Procura della Repubblica di Aosta continua il suo lavoro. Ho detto ai magistrati di non sentirsi coinvolti, non ce n’è motivo. La vicenda accaduta riguarda marginalmente un procedimento, ma è personale ed è gestita dalla Procura di Milano. Non c’è motivo di non andare fieri del lavoro svolto qui finora”.

Dopodiché, sull’episodio che ha portato in manette Pasquale Longarini, il Procuratore generale tiene ad una precisazione: “non è vero che la notizia di reato è pervenuta alla Procura di Milano dai Carabinieri di Aosta. Io ho firmato la segnalazione, ricevuta dal Procuratore di Aosta. La magistratura possiede gli anticorpi necessari e non fa sconti”. 

Sul terremoto che ha scosso la Procura, Saluzzo risponde categorico: “conoscevo Longarini, ma non ho opinioni sull’accaduto”. Tuttavia, gli “uffici inquirenti di Aosta sono sempre apparsi ben organizzati e ben condotti, anche con magistrati che si sono avvicendati, ma personalmente, per quel poco che ho avuto a che fare per lavoro, anche con Longarini, non ho mai avuto nulla da dire”.

Una riflessione su quanto accaduto negli scorsi giorni, Francesco Saluzzo la dedica però ad alcune dichiarazioni lette, “che mi hanno lasciato perplesso, comprese quelle del Presidente del Tribunale (Massimo Scuffi, ndr), che ha parlato di ‘ospitalità’” nel palazzo di giustizia aostano. “La distanza di ruoli è assolutamente giusta, - commenta il Procuratore generale - quella istituzionale non è corretta, perché facciamo tutti parte dell’ordine giudiziario”.

Da oggi, Giancarlo Avenati Bassi è quindi Procuratore capo facente funzione di Aosta, finché il Consiglio Superiore della Magistratura deciderà il titolare del posto. Prima di accomiatarsi dai cronisti, il Procuratore generale Saluzzo risponde ad alcune domande sul fenomeno criminoso organizzato, che compare anche nell’ordinanza di custodia cautelare di Pasquale Longarini (la decisione del CSM sulla sua sospensione è attesa a breve, così come la pronuncia del Gip sulla richiesta di revoca degli arresti domiciliari).

“Non credo che in fatto di ‘ndrangheta la Valle d’Aosta faccia eccezione al resto del Piemonte. Quando si dice ‘in Piemonte c’è la ‘ndrangheta’, mi fa sorridere, perché i primi processi in merito risalgono agli anni ’80. Personalmente, ho processato Mazzaferro per produzione di eroina nel 1983 ed era già stabilmente insediato sul territorio”.

“La ‘ndrangheta c’è da un tempo lungo, ma ora le organizzazioni criminali hanno cambiato pelle: meno omicidi, più società, più riciclaggio. La Direzione Distrettuale Antimafia mi sembra comunque molto attiva nel fronteggiare questo fenomeno, che ha lambito anche la Valle d’Aosta”. Già, la nostra regione - come un giornalista suggerisce al magistrato - terra di confine, ricca e non particolarmente grande… “Mi lasci dire una cosa, che forse darà fastidio. - chiude Francesco Saluzzo - Quando nelle zone piccole c’è mafia, vuol dire che il tessuto sociale la ha ricevuta”.

Dopodiché, il Procuratore generale segue il nuovo capo dei magistrati inquirenti Avenati Bassi nell’incontro con il personale degli uffici, nell’aula delle udienze. Il lavoro, per l’appunto, continua. Ci sono una quotidianità di cui occuparsi e la fierezza di cui ha parlato Saluzzo se non da ritrovare, perché non sembra affatto smarrita, quantomeno da liberare dalla polvere che gli è finita sopra negli scorsi giorni.

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